Lunedì, 12 Novembre 2012 16:17

il futuro dell'Italia: con o senza l'euro?

Lo statunitense Warren Mosler è presidente e fondatore della società automobilistica Mosler. Ma anche economista, gestore di fondi speculativi ed autore di spicco della Teoria Monetaria Moderna. Intervistato recentemente dal programma RAI "L’ultima parola", secondo lui l’unico vero modo per rilanciare l’economia italiana è uscire dalla moneta e tornare a spendere a deficit. E denuncia una evidente responsabilità dei governi europei nel perseguire una politica vessatoria contro i loro popoli.

Domanda: il governo Monti ha scelto la politica dell’austerità per riordinare i conti italiani. È la soluzione giusta?

Warren Mosler: Scommettere sull’austerità è stato un grave errore. Il Governo italiano ha provato ad aumentare le tasse e a tagliare la spesa pubblica, ma così facendo ha sostanzialmente peggiorato il quadro macroeconomico del Paese. Conseguire la riduzione dei deficit attraverso una politica di contenimento è quanto di più errato si possa fare. Queste politiche non solo aumentano il tasso di disoccupazione, ma allargano i deficit. Penso che l’esperienza greca mostri tutti i limiti di questo modello.

D: Perché l’austerità non può funzionare?

WM: Quando si aumentano le tasse e si attua un profondo taglio alla spesa pubblica, l’economia crolla e le entrate nelle casse dell’erario diminuiscono di conseguenza. Pertanto, anche la spesa pubblica aumenta a causa della disoccupazione. Per l’economia e per i cittadini tutto ciò è nocivo. Se si riuscisse a comprendere il motivo di una simile strategia, si potrebbe tranquillamente accusare i vostri governanti di perpetuare un vero e proprio crimine morale. Il governo Monti poteva mantenere la disoccupazione al 7% lasciando salire il deficit per stimolare la crescita e, invece, ha preferito portare il tasso di disoccupazione sopra il 10% distruggendo l’economia e il tessuto sociale.

D: All’Italia conviene restare nell’Euro?

WM: Se la Banca Centrale Europea garantisse il debito e permettesse ai governi nazionali di accumulare deficit per combattere la disoccupazione; se il patto di stabilità tollerasse un deficit di bilancio del 6-7%, allora avrebbe senso restare nell’Euro. Se, invece, la Bce e l’Unione Europea intendono conseguire il pareggio di bilancio percorrendo la via dell’austerità e mantenendo la disoccupazione sopra il 10%, allora non conviene più restare nella moneta unica. Se i presupposti di Bruxelles sono questi, conviene tornare alla Lira.

D: Che cosa può fare l’Italia per uscire dalla trappola dell’austerità e rilanciare l’economia?

WM: Per uscire dalla buca occorre smettere di scavare. Nessun Paese è obbligato a pagare i debiti. L’opzione “default” esiste per questo motivo. Se l’Italia torna alla Lira, lo Stato potrà anticipare la spesa per poi raccogliere i frutti sotto forma di imposte. Come accade oggi negli Stati Uniti e come accadeva in Italia prima dell’Euro e, in particolar modo, negli anni ’80, un’epoca durante la quale l’economia italiana era forte e competitiva sui mercati internazionali. È vero, l’inflazione era molto più alta di oggi, ma non mi risulta questo fosse un problema. L’augurio è che l’Italia possa tornare a quei giorni.

Con tutto il rispetto per l'opinione altrui, sia di chi sostiene l'opportunità di uscire dalla zona euro (come l'esempio islandese) sia di chi, invece, difende la scelta a suo tempo presa di aderire alla Comunità Europea, comunque le parole di Mosler fanno riflettere. Soprattutto se si pensa che quelli a favore dell'euro a tutti i costi hanno sicuramente forti interessi politici a mantenere lo status quo, e sono visibilmente non toccati dalle misure vessatorie che, invece, affliggono il cittadino medio. Perché l'austerità tocca tutti. Tranne quelli della casta.

 

FONTE: http://www.investireoggi.it

Letto 881 volte