Martedì, 30 Ottobre 2012 17:38

il fisco controlla i conti correnti. contro l'evasione fiscale, dice.

In base alla manovra "salva Italia", da domani il fisco guarderà dritto nei conti correnti e transazioni finanziarie di ogni cittadino italiano. In barba ad ogni rispetto della privacy, per contrastare l'evasione fiscale. Almeno così dicono.

La manovra salva Italia, approvata a dicembre dal governo Monti, ha introdotto l’obbligo per gli istituti di credito di inviare una comunicazione periodica relativa ai conti correnti e in particolare di tutti i movimenti fiscali dei contribuenti. Una norma che si inserisce nel solco dei controlli fiscali da effettuarsi mediante le comunicazioni all’anagrafe tributaria, il cervellone del Fisco.

Gli istituti che dovranno adeguarsi, effettuando annualmente i controlli previsti e comunicando il tutto all'agenzia delle entrate, sono davvero tutti: banche, Poste Italiane, intermediari e operatori finanziari, SGR, imprese di investimento, organismi di investimento collettivo del risparmio. L'obbligo scatta quest'anno dal 31 ottobre, l'anno prossimo dal 31 marzo.

Le operazioni sotto controllo sono relative a conti correnti, conti deposito (titoli, obbligazioni, risparmio), gestioni collettive, gestioni patrimoniali, certificati di deposito e buoni fruttiferi, carte di credito e di debito. Sono invece escluse le operazioni tramite bollettino postale di importo unitario inferiore a 1.500 euro.

In altre parole è una mossa per rompere il segreto bancario in Italia, è stata subordinata ad un parere del garante della privacy ottenuto, a onor del vero, in seconda battuta - la prima bozza del documento non era stata esaustiva. Ma perchè questa ingerenza nella vista “fiscale” dei cittadini? Contrastare l’evasione fiscale, dicono ufficialmente. Quindi per indagini finanziarie di agenzia delle entrate, Guardia di Finanza, uffici IVA, uffici delle imposte, accertamenti o indagini nell’ambito di procedimenti penali. Tutti questi dati saranno elaborati così dal cervellone del fisco che potrà anche confrontarli con quelli contenuti nella dichiarazione dei redditi e con le capacità di spesa dei contribuenti, facendo così emergere eventuali discrepanze tra il reddito dichiarato e quanto denaro transita invece – in entrata e in uscita – nel conto corrente di ogni cittadino.

Ci siamo arrivati: parte il Grande Fratello fiscale. Non bastavano le azioni vessatorie di EQUITALIA, che sono costate suicidi in giro per l'Italia. Ora arriva il grande cervellone del fisco che spierà ogni nostra mossa, con l'ovvio scopo di trovare "materiale" per sanzionare eventuali situazioni che - nella prospettiva perdente del cittadino contro lo Stato - dovranno essere spiegate a suon di ricorsi, azioni legali e burocrazia.

 

FONTE: http://www.investireoggi.it

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