Mercoledì, 21 Maggio 2014 14:00

il destino dell'euro: l'opinione di "The Guardian"

All'avvicinarsi delle elezioni europee, dal Regno Unito una voce autorevole si leva a prevedere un triste destino, peraltro già scritto, sulla moneta unica. Staremo a vedere.

Il quotidiano inglese "The Guardian" pubblica l'ennesimo, lungo articolo contro l'euro. La firma è quella di Larry Elliott, il noto economista della testata britannica.

Elliott si lancia in una disamina della crisi dell'euro, e considera il suo destino un fallimento già scritto. Secondo lui, infatti, la moneta europea era nata nella convinzione che avrebbe portato pressochè automaticamente a un maggiore benessere per tutti.

Invece, il risultato è visibile a tutti i cittadini - ed elettori - dell'Eurozona, tant'è che prevedibilmente andranno a votare domenica prossima con un umore nero. Come l'umore dei mercati, che dopo avere graziato per un breve periodo le Nazioni di periferia con bassi tassi di interesse, adesso sono tornati nervosi, con l'avvicinarsi della data elettorale. E con gli interessi, anche il temutissimo spread rimonta.

L'analisi del giornalista continua affermando che non è stata la BCE ad avere momentaneamente disteso la tensione sui mercati, piuttosto la Federal Reserve. La quale, come noto, ha inondato l'intero pianeta di dollari, permettendo a tutta l'area euro di beneficiare di una fase di relativa calma.

Peccato che questa relativa calma non è stata intelligentemente sfruttata dai Paesi interessati per realizzare le tanto annunciate riforme strutturali: questi Paesi non sono cresciuti a ritmi sufficienti da evitare che i loro debiti crescessero ulteriormente.

Il problema, spiega Elliott, è che le cose sarebbero già cambiate, quindi le elezioni europee non cambieranno poi molto: i partiti tradizionali discuteranno su come risolvere i problemi, è il loro mestiere, ma è realistico ipotizzare che l'eurozona sia diventata già come a suo tempo il Giappone, con davanti a sé una stagione duratura di stagnazione economica.

I leader europei provano a dire - e continueranno farlo - che l'euro è troppo stabile ed importante per fallire.Ma già ha fallito, proprio per il fatto che non riesce ad assicurare prosperità ai suoi popoli. Quanto alle ragioni che hanno provocato la terribile crisi che attanaglia tutte le Nazioni europee, chi più chi meno, esse vanno cercate nell'impossibilità dei Paesi più deboli di deprezzare la loro moneta, dopo che per anni la Germania si è resa competitiva, facendo crescere i suoi salari al di sotto dell'inflazione, in modo da esportare sempre di più.

Infatti, fino allo scoppio della crisi i capitali fluivano dal nord al sud dell'Europa. Fino al 2008, quando il processo si è interrotto, provocando la reazione tedesca di proporre per tutti la notissima ricetta dell'austerità: sempre secondo il redattore inglese, l'austerità come ricetta per la crisi è assolutamente illogica: com'è possibile sperare che essa sia la soluzione, visto che non è mai possibile avere tutti paesi in Europa come la Germania: infatti, il surplus di un paese è sempre e comunque il deficit di un altro.

E per le imminenti elezioni? Elliott presagisce l'ascesa delle correnti estremiste. Un film già visto poco più di cinquant'anni fa: speriamo la storia non si ripeta.

 

FONTE: http://www.investireoggi.it

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