Mercoledì, 05 Aprile 2017 09:41

il curriculum europeo serve davvero?

Ci domandiamo se il cosiddetto curriculum europeo faccia perdere tempo piuttosto che funzioni veramente ed aiuti concretamente a cogliere occasioni di lavoro. Facciamo il punto della situazione.

Abbiamo parlato in questo articolo di CV che, con gli opportuni formati e strumenti, promettono di funzionare davvero bene. Ma ci ricordiamo del formato europeo?

Diciamolo subito, il curriculum in formato europeo, quello pubblicizzato in tanti siti istituzionali, è stato negli anni un incredibile flop: non ha funzionato. Nel senso che la promessa di utilizzarlo per trovare lavoro all'estero, secondo gli italiani che davvero ci hanno provato, non ha avuto gli esiti sperati. E allora, fuori Italia chi lo usa?

Fino a pochi anni fa, agli italiani che cercavano lavoro all'estero - ma anche in Italia, magari con ditte di respiro internazionale - veniva sussurrato, diciamo pure caldeggiato, in alcuni casi addirittura imposto, di usare il format inquestione. Tutto inutile: studi recenti ne dimostrano l'inefficacia nell'obiettivo di trovare lavoro. Oltretutto, gli stessi studi suggeriscono di considerare forme di presentazione dei propri titoli ed esperienze meno rigide e certamente più creative.

L’ex ministro del Lavoro Roberto Maroni fu uno dei tanti sostenitori del formato europeo per il CV, tanto che lo prese alla lettera, non soltanto per il lavoro in azienda, ma anche per ottenere occupazione come baby sitter o altre occupazioni saltuarie piuttosto che stagionali.

E la domanda rimane: vale oggi davvero la pena investire nella stesura dettagliata di un curriculum di fatto preimpostato? In altri termini, girando la prospettiva, domandatevi quale azienda perderebbe il proprio tempo a leggere pagine e pagine piene zeppe di esperienze professionali e personali.

Già, perché il formato europeo pevede che il candidato riempia i tanti campi previsti con davvero molti dettagli di dubbia utilità: e così, il tanto decantato curriculum vitae europeo viene perfino accusato di far perdere ai candidati ore ed ore per la sua stesura senza utilità per l'azienda né risultati concreti per il candidato.

Finale: in Italia, grazie alle nostre istituzioni onestamente poco concrete e lungimiranti, lo chiamiamo 'curriculum vitae in formato europeo' ma in Europa non è assolutamente usato - altro che utilizzato con la stessa convinzione e incidenza con cui viene decantato in Italia. Al contrario, la maggior parte delle aziende in cerca di lavoratori predilige un CV snello e riassuntivo. Anche perché  i tempi di selezione spesso sono limitati, e non si deve perder tempo a leggere informazioni inutili e dispersive.

 

FONTE: https://www.investireoggi.it

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