Giovedì, 07 Marzo 2013 13:00

i politici di professione non tramontano mai

Al contrario di altri paesi, in Italia esiste il politico di professione. Che non va mai a lavorare, ma cerca sempre una poltrona per "restare a galla". Come la due volte ministro Livia Turco, che a quanto dicono i beninformati per arrivare al vitalizio ha bisogno ancora di 2 anni. E certo non si mette a lavorare per talmente poco tempo...

Una simile notizia, uscita qualche giorno prima del voto, avrebbe portato sicuramente nuovi voti al Movimento 5 Stelle, tolti ovviamente alla sinistra "democratica". Qualcuno dice un 2-3% almeno. Fatto sta che, in un'epoca di profonda crisi del lavoro, dove avere un lavoro è difficilissimo e mantenerlo fino alla pensione un'utopia, può un povero politico attendere i 60 anni per la sua pensione senza mantenere fino alla fine uno straccio di poltrona? Certo che no: questi signori non ci sono abituati a usare i propri soldini per vivere, intaccare i loro conti correnti personali ingrassati con stipendi e fuoribusta favolosi. Devono continuare a percepire i loro lauti compensi fino alla pensione: non conoscono altro metodo.

E veniamo alla notizia: in seno al PD di Bersani, il partito assume come funzionaria di partito l'ex parlamentare di lungo corso ed ex ministra Livia Turco perché, poverina, le mancano due anni alla pensione. Teniamo conto che siede(va) in Parlamento dal lontano 1987 prima di decidere di non presentarsi alle ultime elezioni. E proprio non ce la faceva a restare due anni senza stipendio e senza pensione. E non aveva certo voglia di intaccare i 250.000 euro di buonuscita: il suo problema a quanto pare fosse solo che quel "cattivone" di Mario Monti aveva reso percepibile il vitalizio solo al compimento del sessantesimo anno d’età, mentre la Turco ne ha ancora 58.

File sterminate di italiani ogni mese dall'inizio della crisi restano senza stipendio. Ma tutto questo, alla Turco non succederà. Non sia mai che un ex - due volte! - ministro debba intaccare il saldo del suo conto corrente, certo che no.

A dirla tutta, la mossa non è passata indenne dalle critiche della base democratica: "Spero che possa partire un moto di orgoglio nel partito per impedire questa vergogna" afferma il consigliere provinciale e sindaco di Sant'Antonino di Susa Antonio Ferrentino in un post su Facebook. Mentre il neosenatore Stefano Esposito, sempre sul social network, rincara così: "Mi sorprendo che Livia non ci arrivi da sola". I renziani ci sono andati un po' più pesanti: 'La Turco fuori dal Parlamento pagata dal partito è scandaloso e vergognoso. Nei confronti di chi non ha lo stipendio dovrebbe essere normale che quando uno smette di fare il politico se ne va a lavorare" ha detto a La Zanzara su Radio24 Roberto Reggi, ex coordinatore della campagna per le primarie di Matteo Renzi.

Per quelli che potrebbero affermare che i soldi e le dicisioni di impiego sono interne al partito, conviene ricordare che questi enti campano con rimborsi elettorali ed ogni forma di sostegno statale. E lo Stato siamo noi, il popolo contribuente.

 

FONTE: http://odiolacasta.blogspot.it

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