Lunedì, 25 Gennaio 2016 20:56

I paradisi fiscali: perché convengono

Paradisi fiscali, dove aprire le cosiddette società offshore: i loro vantaggi sono notevoli. Bassa imposizione fiscale, protezione del patrimonio personale e semplificazione burocratica. Vediamo come funziona e se sono legali (o almeno "non illegali").

I In sintesi, le ragioni che spingono una società ad aprire una sua succursale offshore nei cosiddetti ""paradisi fiscali" sono fondamentalmente di due tipi:

- ridurre il carico fiscale e proteggere i propri capitali

- sfruttare in tal senso le locali legislazioni favorevoli.

Beninteso: la costituzione di una società offshore è assolutamente legale ed alla portata di chiunque anche per minimi capitali. Il punto è un altro: spesso sono alcune delle operazioni che queste società compiono ad essere illecite.

Ecco quindi il primo vantaggio delle società offshore in paradisi fiscali: la possibilità di mantenere anonimi i soci e di limitare la responsabilità degli azionisti, grazie all'emissione di azioni al portatore.

Addirittura, l’anonimato viene garantito nell'esecuzione di operazioni come l'apertura di conti correnti, l’acquisto di partecipazioni in altre società (anche del paese di residenza), le operazioni di compravendita (che appunto sono assoggettate ai regimi IVA dello Stato offshore).

Oltretutto, la società offshore permette di aumentare i profitti, in quanto è soggetta a tassazione a regime inferiore. Ancora, le procedure amministrative - in particolare la contabilità - sono spesso più leggere e flessibili e offrono la possibilità di custodire i documenti societari e contabili in ogni parte del mondo. Tuttavia, la società offshore non può esercitare un’attività proprio nel suo Paese, in quanto rischierebbe di essere considerata come "società residente" e quindi venir tassata di più.

Pronti con carta e penna? Ecco quindi l'elenco dei vantaggi:

- sfruttare una tassazione fiscale agevolata, che si traduce nel pagamento di meno tasse;
- godere del segreto bancario;
- godere della protezione molto forte del patrimonio;
- ottimizzare i costi di produzione;
- avere una contabilità aziendale semplificata o, in taluni casi, addirittura assente.

Ve lo starete domandando: allora, come apro una società offshore in un paradiso fiscale?
Oggi è molto semplice ed "istituzionalizzato". Infatti, l’aumento del giro d’affari delle società offshore e la correlata crescente richiesta di informazioni hanno spinto alla nascita di centinaia di imprese di consulenza offshore, che per l'appunto offrono assistenza a chiunque voglia effettuare questo tipo di investimento, curando in dettaglio la fondazione della società in tutte le sue fasi e fornendo adeguata assistenza legale. Insomma, un servizio "all inclusive" anche per i neofiti della materia. Ovviamente, i costi costitutivi variano in funzione della forma societaria scelta.

Altra domanda: dove conviene aprire una società offshore, ossia quale paradiso fiscale scegliere?
Ebbene, un minimo giro tra i vari blog all'argomento per scoprire che, per le sue caratteristiche politiche ed economiche, per il suo sistema bancario, per le condizioni di vita e per quelle climatiche, praticamente da sempre Panama e le isole Cayman sono tra le mete preferite per l’apertura di una società offshore.

Capitolo a parte meritano le società svizzere. Per esse, per la loro costituzione in territorio svizzero, sono previste procedure lievemente più articolate rispetto a quelle necessarie per la costituzione di società negli altri paradisi fiscali come i suddetti.

Non solo: le società svizzere richiedono il versamento di un capitale iniziale molto più elevato rispetto alla media degli altri paradisi fiscali, e le spese per registrazioni e costituzione di aziende offshore incidono in modo più pesante. Ancora, molte banche svizzere aprono conti offshore solo per clienti ed operazioni che vanno dal milione di dollari in su. Insomma, non sono per tutti.

 

FONTE:http://www.investireoggi.it

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