Martedì, 09 Febbraio 2016 19:20

i mercati impazzano: azioni iper vendute e obbligazioni iper acquistate. che succede?

I titoli di Stato tedeschi (i cosiddetti Bund) a 10 anni sono scesi sotto lo 0,20%, mentre gli stessi titoli a due anni pagano interessi negativi allo 0,5%. Ed il mercato azionario impazza, con raffiche continue di vendite. Si salvi chi può.

Le Borse europee, la nostra compresa, sono ancora in preda ad un'altissima volatilità: i mercati azionari segnano ancora un ipervenduto, mentre quelli obbligazionari un ipercomprato. Questa la fotografia ad oggi in Europa.

Possiamo credere che la paura verso i mercati sia in questo momento infondata, o quantomeno esagerata. Fatto sta che questo sentimento sta mettendo in fuga gli investitori che quindi vanno a trovare facile riparo nei titoli dei Paesi cosiddetti "core", apparentemente più sicuri. E magari col rischio di passare dalla padella alla brace, non appena inizierà a sgonfiarsi la bolla che si è creata sul reddito fisso con la complicità delle solite banche centrali.

Lo dicono chiaramente i rendimenti dei Bund a 10 anni, scesi per la prima volta sotto 0,20% di rendimento. Peggio di questi ci sono i titoli di stato biennali, i cosiddetti "Schatz", che offrono ad oggi -0,52% di remunerazione: addirittura meno della remunerazione sui depositi della BCE (-0,30%).

Secondo gli analisti di Rbc Capital Markets, l’agitazione dei mercati europei sta diventando sempre più diffusa, e sostenuta come sempre dai media che, per eccesso zelo nel dovere di cronaca, amplificano le notizie negative. Conseguenza ne è che i costi di finanziamento del Bund e del Treasury decennali sono calati significativamente, mentre nella notte il rendimento dei titoli di Stato giapponesi a 10 anni è sceso per la prima volta in zona negativa.

A detta degli analisti di UNICREDIT "gli investitori sono preoccupati dei prezzi del petrolio e dell’andamento del settore energetico, dell’outlook della Cina, dei movimenti sui mercati valutari, degli sviluppi in Europa, della crescita economica e anche delle prospettive sugli utili societari".

Globalmente, è opinione condivisa che i mercati siano vicini a toccare il fondo, per poi (più o meno lentamente) ripartire. Quando esattamente nessuno lo sa (altrimenti saremmo tutti ricchi o quantomeno sereni).

Certo è che questo succederà, possiamo dire non appena gli investitori si accorgeranno che c’è uno scenario di ipervenduto (e ipercomprato nel caso dell’obbligazionario). E, soprattutto, quando gli emittenti non riusciranno più a collocare titoli di Stato con rendimenti negativi.

 

FONTE: http://www.investireoggi.it

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