Venerdì, 19 Agosto 2016 12:00

i fratelli del ministro Boschi stipendiati lautamente dalle coop

Ci risiamo: l'ennesimo parente del potente di turno che entra nel mondo del lavoro in pompa magna: uno dei due fratelli minori del ministro Boschi, Emanuele, che fa il consulente delle coop di sinistra. Più o meno come l'altro fratello Pier Francesco, già sistemato sempre alle coop.

In questo articolo avevamo parlato dell'ultimo caso noto alle cronache di parentopoli: il fratello minore del ministro Alfano, nominato appositamente dirigente delle Poste.

Ecco un altro fratello minore che, nonostante la giovane età e la conseguente inesperienza, sale le vette della professione con un cognome importante, Boschi. Già, è proprio Emanuele Boschi, fratello minore del ministro Maria Elena Boschi.

Già aveva fatto discutere come l'altro fratello, l'ingegnere Pier Francesco Boschi, appena 28enne, avesse ottenuto lavoro per la CMC (Cooperativa Muratori e Cementisti) di Ravenna. Ecco ora spuntare un'altra grande cooperativa - chiaramente di sinistra - che tra i tanti commercialisti di esperienza e bisognosi di lavoro sceglie proprio Emanuele Boschi, appena 33enne, per gestire la ristrutturazione societaria, forse la più delicata della storia della cooperativa.

Il compenso è ovviamente commisurato all'incarico: la consulenza è pagata 150 mila euro direttamernte dal CCC (Consorzio Cooperative Costruzioni) di Bologna. Tutti i dettagli dell'incarico sono segreti, e neanche l'ufficio stampa del ministro - contattato dai giornalisti - ha voluto rivelare alcunché. Ma le cose si vengono a sapere: nel giro dei professionisti che hanno collaborato all'operazione societaria in questione si ottiene comunque qualche notizia.

Come il fatto che l'incarico del Boschi è da un lato la cosiddetta 'due diligence' sulle attività del CCC, mentre dall'altro l'assistenza, in squadra con altri quattro professionisti, alle problematiche fiscali per tutti i passaggi dell'operazione societaria che ha dato vita al nuovo Consorzio Integra - quest'ultimo composto da 116 soci industriali Integra, nato dalla volontà del presidente Vincenzo Onorato e dei tre soci finanziatori, tra i quali COOPFOND (il fondo mutualistico della LEGACOOP di Mauro Lusetti).

Il CCC è in profonda crisi - come tante altre coop di sinistra - ed ha tenuto immobili, partecipazioni (e debiti) con 86 dipendenti: l'obiettivo è di lasciare libera la nuova società Integra di viaggiare con gli ordini e gli appalti in corso, senza quindi la zavorra delle passività accumulate dal CCC. L'operazione è di sistema per le coop, ed interessa indirettamente anche la politica: in passato CCC è stato coinvolto in alcune inchieste a sfondo politico come quella sul cosiddetto 'sistema Sesto San Giovanni' e su Filippo Penati, concluse con assoluzioni piuttosto che con prescrizioni.

Ma torniamo al nostro giovane 'fratello di' e parliamo di parcelle: la squadra che segue più da vicino l'operazione societaria è composto appunto da cinque professionisti (quattro più Boschi), con parcella totale complessiva di circa 800 mila euro.

Due di questi sono nel mondo cooperativo emiliano: il commercialista Domenico Livio Trombone, modenese, è presidente di CARIMONTE holding e sindaco di CPL (Cooperativa di Produzione Lavoro) CONCORDIA, UNIPOL e COOPSETTE e poi diventato pure presidente di quel che resta di CCC. Mentre il professor Pier Luigi Morara è 'solo' consigliere di UNIPOL e CAMST.

Le altre due sono persone molto vicine al giro del Presidente del Consiglio: il primo è l'avvocato Leonardo Romagnoli, con studio a Firenze, è stato nominato dalla giunta di Matteo Renzi nel 2009 nel consiglio della ATAF Spa, la municipalizzata dei trasporti, e poi nel 2015 è stato anche nominato commissario straordinario del gruppo Cantarelli di Cortona (ufficialmente dal ministero retto allora da Federica Guidi). Il secondo è il tributarista Jacopo Lisi, lo stesso che nel 2015 ha preso con un collega un altro incarico da 36 mila euro per la scissione della SILFI, la municipalizzata dell'energia di Firenze. Insomma, guarda caso nel gruppo delle coop vediamo comparire solo amici del giro renziano: non è una novità.

A conti fatti, il compenso di Emanuele Boschi non si discosta molto da quella degli altri quattro colleghi più anziani: Lisi, Romagnoli, Morara e Trombone dovrebbero avere un compenso di circa o di poco superiore a 150 mila euro. Il punto è che un tale assegno va in mano ad un professionista 33enne che, appena terminati gli studi, viene assunto in Banca Etruria nel 2007 - la banca dove ha fatto carriera il padre - e per 5 anni diventa process analyst e per due anni cost manager della banca: posizioni che hanno nulla a che fare con le ristrutturazioni societarie.

Sarebbe molto interessante sapere a quanto ammonta il reddito complessivo dei fratelli Boschi, giusto per farsi un’idea. Impossibile saperlo, però: sia Emanuele, che lavora per la coop CCC, che Pier Francesco, dipendente della coop CMC (socia a sua volta di CCC), non hanno dato l’assenso alla pubblicazione delle loro dichiarazioni dei redditi dal 2013 a oggi.

 

FONTE: http://www.ilfattoquotidiano.it

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