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Mercoled├Č, 02 Dicembre 2015 12:00

i coniugi possono avere residenza diversa?

Ci domandiamo se due coniugi possano o meno stabilire una differente residenza, posto che debbano osservare i principi del matrimonio e quindi di fatto stabilire una dimora di famiglia. Vediamo la risposta.

Partiamo da un fatto incontrovertibile: il codice civile all'articolo 143 impone ai coniugi il dovere di coabitare (art. 143). Ma ciò non vuol dire necessariamente che i coniugi debbano avere la stessa residenza.

Infatti, in caso contrario - e cioè se l'obbligo di coabitare implicasse anche quello di avere la medesima residenza, quantomeno nello stesso comune - da ciò conseguirebbe la possibilità per l'ufficiale di anagrafe di rifiutare la richiesta avanzata dai coniugi di attribuire a ciascuno di essi una residenza diversa, se non addirittura negare la residenza qualora "erroneamente" accordata in passato e quindi convocare gli interessati per far scegliere loro la comune residenza.

E' il concetto stesso di residenza che va chiarito. Ai sensi del codice civile, all'articolo 43, la residenza è il luogo in cui la persona ha la dimora abituale, in altre parole (DPR 223/1989, art.3) le persone residenti hanno la propria dimora abituale in tale Comune. Pertanto, è compito dell'ufficiale dell'anagrafe verificare la situazione di fatto - che prevale su qualsiasi altra considerazione teorica - e quindi valutare l'accettazione o l'annullamento dell'iscrizione anagrafica solo se, a seguito degli accertamenti previsti, l'interessato effettivamente ha o meno la dimora abituale nel luogo da lui indicato. E tutto ciò riguarda solo la situazione dell'interessato, e non coinvolge minimamente il coniuge.

Invece, l'obbligo per i coniugi di coabitazione imposto dal codice civile è un dovere reciproco per l'appunto solo degli sposi, e non ha alcun riflesso nei confronti dell'anagrafe: la mancata coabitazione costituisce un presupposto per la violazione di un obbligo matrimoniale e, conseguentemente, potrebbe coinvolgere un processo di separazione proprio in quanto può condurre all'impossibilità di convivenza - a meno che non sia stato determinato da una giusta causa.

Ma quanto detto non entra nei meriti e pertinenze dell'ufficiale di anagrafe, che quindi non può indagare o peggio ancora sindacare sulle scelte dei coniugi, così come ogni valutazione sulla loro giusta o non giusta causa per cui essi non convivono o tra essi sussistano i presupposti per la separazione: l'anagrafe deve limitarsi ad accertare la situazione di fatto, registrando i coniugi in due luoghi purché non si tratti di residenze fittizie scelte per meri motivi fiscali. analogamente, l'ufficiale di anagrafe può intervenire anche su situazioni pregresse, ma solo in presenza di accertamenti che evidenzino dimore appunto non abituali.

 

FONTE: http://www.centrodocumentazionecomuni.it

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