Martedì, 24 Maggio 2016 12:00

helicopter money, un'ipotesi concreta

Arriva l' "helicopter money" nell'Eurozona, ossia una distribuzione di euro più o meno a tutti in modo da incentivare dal basso l'economia e ravvivare l'inflazione. Un'ipotesi molto concreta per la BCE.

Ne è convinto Peter Praet, capo economista della BCE: l'istituto ha nella sua "cassetta degli attrezzi" ancora svariati strumenti da utilizzare per accelerare il motore dell'economia europea. Praet addirittura paventa un ulteriore taglio dei tassi, benché il 10 marzo scorso il governatore Mario Draghi avesse fatto capire che nuove limature in tal senso non vi sarebbero state.

Oppure, Praet vuole solo convincere il mercato che esiste, pur solo potenzialmente una nutrita batteria di strumenti a disposizione della BCE. Ma tutti sanno che, in realtà, dopo avere azzerato i tassi fino a livelli negativi sui depositi delle banche presso l'istituto, dopo avere acquistato titoli di Stato dell'Eurozona, ABS (Asset Backed Securities, strumenti finanziari emessi a fronte di operazioni di cartolarizzazione) e “covered bond”, aumentato il programma con i corporate bond - estendendone la scadenza e la dimensione mensile - rimane ben poco ancora da tentare.

Tuttavia, secondo gli analisti del settore, sono verosimili o comunque possibili due nuove misure estreme, per contrastare l'ipotesi di ristagno continuato dell'inflazione nell'Eurozona:

- uno, acquistare anche dei bond "high yield", più a richio, ovvero i cosiddetti "non investment grade";

- due, acquistare titoli azionari sui mercati, eventualmente escludendo quelli delle banche.

La domanda è d'obbligo: perché dovremmo attenderci migliori risultati dal rastrellamento di azioni e obbligazioni per così dire spazzatura? Oltretutto, sembrerebbe anche un bel regalo alla finanza. Ebbene, proprio per evitare strane oscure situazioni ed opinione pubblica fortemente critica, la più estrema delle misure di politica monetaria potrebbe effettivamente prendere piede: l'helicopter money.

Che vuol dire, vi domanderete. Semplice, basta tradurre: "soldi dall’elicottero", un termine coniato circa mezzo secolo fa dall'economista Milton Friedman, secondo cui ad un certo punto le banche centrali potevano pensare utile all'economia iniziare, in senso figurato, a lanciare denaro dall’elicottero, distribuendolo in maniera fondamentalmente democratica tra tutti i cittadini. Col fine di aumentare a tutti i livelli la domanda di beni e servizi e, quindi, rivalutandone i relativi prezzi. In finale, aumentando l'inflazione.

Finora le misure della BCE di ravvivare l’inflazione e farla tendere al target del 2% sono fallite, e quindi l'ipotesi dell'elicottero lanciasoldi non è più totalmente strampalata. Nanche ai piani alti dell'istituto questa misura estrema è esclusa, tanto che lo stesso Mario Draghi si è mostrato sì cauto - come da suo carattere - ma tutto sommato possibilista alla conferenza stampa post-board del 10 marzo scorso.

Tralasciando la folkloristica immagine dell'elicottero carico di banconote che sorvola le principali città di 19 Stati europei, resta da capire quali saranno le forme concrete di questo esperimento, e soprattutto quali rischi ciò potrebbe comportare. Senza troppa fantasia:

- il finanziamento diretto ai singoli governi, senza alcun costo per tale donazione;

- l’erogazione di denaro direttamente ai cittadini.

Dei due, uno è certamente non possibile, almeno stando alle norme attuali. Infatti, il finanziamento ai governi è una pratica vietata dai trattati. Ma i trattati si possono cambiare. Anche sesarebbe una scelta politicamente discutibile: erogare denaro ai governi per sostenere i loro investimenti pubblici li allontanerebbe dall'ottica del rigore fiscale e farebbe venir meno l'indipendenza della BCE, finora rigido caposaldo della politica monetaria europea.

 

FONTE: http://www.investireoggi.it

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