Domenica, 14 Dicembre 2014 09:38

gli studenti hacker si alzano i voti

Pe chi se lo ricorda, nel film "War Games" del 1983 un giovanissimo Matthew Broderick si introduceva furtivamente nella rete di computer della scuola per alzarsi i voti indebitamente. Bene, oggi gli studenti di una scuola di Bologna fanno lo stesso. Solo che non è un film.

Sicuramente un "otto e mezzo" in informatica se lo meritano tutto per la loro perizia. Ed un due ai professori che, per imperizia o svogliatezza, hanno lasciato loro campo libero invece che controllare.

Ma partiamo dall'accusa: 13 alunni di un noto istituto tecnico di Bologna, secondo la polizia postale dell'Emilia Romagna diretta da Geo Ceccaroli, nel corso dell'anno scolastico scorso 2013-2014 hanno modificato i loro voti sui registri informatici gestiti dai loro professori. In pratica, dai computer presenti in alcune classi sono finalmente riusciti a rubare le password di alcuni insegnanti e quindi ad inserirsi nelle pagine su cui erano riportate le votazioni, evidentemente modificandole a loro piacimento.

Si tratta di ragazzi di quarta superiore, tra i 16 e i 17 anni a parte solo un maggiorenne, giusto di 18 anni in quanto ripetente. La polizia li ha subito deferiti alla procura dei minori con l'accusa di frode informatica aggravata e falso in atto pubblico commesso da privato. Reati gravissimi, per i quali si rischia dai due ai sei anni di reclusione.

Addirittura è intervenuto il ministro della pubblica istruzione, Stefania Giannini, a commentare l'accaduto: "L'nformatica è una scienza importante, ma va usata bene".

Il sistema utilizzato dagli "hackers in erba" era noto al mondo degli addetti: attraverso dei programmi "keylogger" scaricabili da internet, gratis o per pochi euro, e poi installati sui pc presenti nelle aule, i furbetti acquisivano indebitamente le credenziali dei docenti e quindi entravano nei registri modificando i loro voti. Anche con un certo garbo: per evitare che la cosa fosse troppo evidente, i voti non venivano sollevati troppo, bastava un mezzo punto, un punto al massimo aggiunto alle volte lungo tutto l'anno scolastico. Tanto per guadagnarsi - ripetiamo, indebitamente - il sei stirato a fine anno nelle materie più temute. E non solo: pare che gli alunni, dopo aver alzato i propri voti, abbiano forse scherzo abbassato il voto di un loro compagno più bravo. Tanto per accorciare le distanze tra zucconi e secchioni, evidentemente.

Unico problema: alla fine dell'anno scolastico i professori si sono riuniti per decidere promozioni e bocciature, e qui è "cascato l'asino": si siano ritrovati tutte quelle sufficienze donate chissà come a dei veri zucconi. E quindi due docenti molto solerti, che avevano annotato i loro giudizi anche su tradizionali registri cartacei, hanno scoperto che qualcuno li aveva alterati online. Denuncia al preside e di lì alla polizia: nel giro di poche settimane i poliziotti sono rilatiti ai computer di casa o ai cellulari da cui si erano connessi gli alunni, arrivando ai primi cinque hacker, poi pian piano a tutti e 13.

I quali, colti in flagranza, e magari si spera anche dopo la ramanzina dei genitori, si sono scusati per la loro bravata, non immaginavano la gravità delle loro azioni anche dal punto di vista penale oltre che da quello scolastico e via dicendo.

Le indagini sono ormai prssime alla conclusione. Ovviamente, oltre alla denuncia verso la giustizia minorile, gli studenti hanno pagato anche a scuola: tutte le valutazioni su cui c'erano dubbi di "brogli" sono state abbassate d'ufficio, e a tutti gli studenti coinvolti è stato assegnato un 6 in condotta, quindi a fine anno scolastico questi sono stati bocciati o rimandati.

Alla fine, tra gli inquirenti che hanno indagato sul caso c'è un misto di soddisfazione e di preoccupazione. "Siamo soddisfatti perché, nonostante la manomissione dei registri scolastici informatici non sia una novità, qui a Bologna per la prima volta in Italia, grazie al lavoro della polizia postale e del sostituto procuratore Claudio Lazzarini siamo risaliti ai responsabili", ha detto il capo della Procura dei minori Ugo Pastore, aggiungendo che "Bisogna capire se questi sistemi sono effettivamente permeabili. Se lo sono, occorre allora che le scuole facciano dei passi per rafforzare la sicurezza, magari tarando i sistemi proprio anche in collaborazione con la Polizia postale. Lo stesso Pastore assicura che "Faremo accertamenti anche in altre scuole della regione".

 

FONTE: http://www.ilfattoquotidiano.it

Letto 672 volte