Venerdì, 28 Settembre 2012 14:00

gli affitti estivi: fino a 30 giorni l'anno non si registrano

Il contratto d'affitto (o come si dice, locazione) va registrato, e su di esso si pagano le relative imposte. Ma non in tutti i casi: se complessivamente nell'anno non arriva a 30 giorni, la sua registrazione non è più obbligatoria. Tipico esempio, gli affitti estivi, ormai sempre meno lunghi per via della crisi.

I contratti di locazione sono tutti soggetti obbligatoriamente a registrazione, ma solo se la stessa locazione ha una durata superiore a 30 giorni misurati nel corso dell’intero anno solare. Fermo restando che si può registrarlo anche in questo caso - è però facoltativo.

E vediamo come fare per effettuare la registrazione del contratto di affitto. Tre diverse modalità:

- modalità telematica, con abilitazione ai servizi telematici - obbligatoria per gli agenti immobiliari ed i proprietari di almeno 10 immobili, facoltativa per tutti gli altri casi

- modalità cartacea - si compila il modello 69 e lo si presenta all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate, pagando l’imposta di registro se si è optato per il regime di tassazione ordinario, oppure la cedolare secca se si è scelto il regime sostitutivo

- incaricando un intermediario abilitato come professionisti, associazioni di categoria, CAF eccetera

Per i contratti sotto ai 30 giorni annui, qualora non siano stipulati per atto pubblico o scrittura privata autenticata, devono essere registrati soltanto in caso d’uso.

Che vuol dire? "In caso d’uso” vuol dire che la registrazione dei contratti di affitto avviene per deposito presso le cancellerie giudiziarie - per l’applicazione di attività amministrative - o presso le amministrazioni dello Stato o degli enti territoriali e i rispettivi organi di controllo. Tipicamente si tratta di contratti soggetti ad IVA, a patto che tutte le pattuizioni contenute nel contratto siano soggette ad IVA. 

 

FONTE: http://www.investireoggi.it

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