Giovedì, 18 Ottobre 2012 11:25

giovani laureati, i nuovi schiavi. lettera aperta di una biologa

Il fenomeno è arcinoto: il giovane laureato viene sfruttato con la promessa di un impiego futuro presso la medesima struttura. Si dice, si sa. Stavolta leggete una lettera aperta di una giovane biologa che descrive in modo limpido e netto una realtà agghiacciante. La vera tristezza è pensare che c'è un popolo di persone nella medesima situazione.

Sono una giovane laureata in Biologia, specializzanda in Patologia Clinica. Vorrei denunciare ciò che avviene negli ospedali,per i giovani laureati in cerca di occupazione. La mia esperienza (e, come la mia, quella di tanti altri giovani laureati in cerca di occupazione), ha inizio a gennaio 2012, quando... In cerca di lavoro, mi viene proposto un periodo di "praticantato",con la possibilità dopo 6-8 mesi di poter ottenere un contratto di collaborazione, in un ospedale romano.

Con la scusa della mia poca esperienza, e del "dover prima imparare", mi sono ritrovata tutti i giorni per 8 mesi a lavorare all'interno di un laboratorio da sola, mentre il personale retribuito stava in giro per l'ospedale. Mi viene detto dal responsabile del Laboratorio in questione che dovevano prima verificare la situazione dei fondi della Regione, e che, in attesa si sbloccassero, dovevo effettuare questo periodo di pratica gratis.

Durante questa lunga fase, mi vengono promessi rimborsi spese per la benzina, la possibilità  di ottenere una collaborazione, e dunque nonostante tutto, pur di ottenere un lavoro che avesse a che fare con i miei studi, decido di provare, stringendo i denti e andando avanti nonostante le mortificazioni, cosi come la mia famiglia (mio padre è disoccupato) decide di "investire" in quella che sembrava un'opportunità per me, facendo ulteriori sacrifici pur di aiutarmi a realizzare il mio sogno.

Trascorrono gli 8 mesi,nel frattempo non ricevo né un eventuale rimborso spese benzina, né tanto meno un contratto, mi ritrovo a manipolare campioni di materiale biologico, provenienti da pazienti affetti da HBV, HCV, HIV! Decido cosi di parlare col responsabile, il quale mi fa presente, che guarda caso,non ha fondi disponibili. Se io non avessi parlato, mi avrebbero continuato a far lavorare gratis per chissà quanto altro tempo ancora, appesa ad una speranza di assunzione, che non è mai esistita!!! Il responsabile ha scoperto dopo ben 8 mesi di non avere fondi disponibili???

I fondi non dovevano "sbloccarsi": i fondi o ci sono o non ci sono disponibili, e...se non c'erano dall'inizio,non aveva alcun senso io restassi a lavorare, mentre se c'erano non aveva senso non pagarmi, se non per poter dar vita ad uno schiavismo,e ad una subdola forma di ricatto (prima il lavoro gratis poi l'assunzione). Tuttavia gli è convenuto "truffarmi" a discapito della mia famiglia che per aiutarmi spese oltre 1000€ di benzina, e a discapito mio, che pur di trovare un lavoro ho accettato di piegare la testa,al punto di perdere la dignità lavorando gratis, anzi andandoci a rimettere!!!! Oltre il danno poi, anche la beffa, quando decido di andarmene, il contrattista, che mi fece affiancamento mi fa anche presente di non essere stata una persona di volontà, e che fosse colpa mia di non aver ottenuto un contratto poiché mostrai poco impegno(dopo 8 mesi in cui tutti i giorni lavoravo al suo posto gratis????) 

Trovo vergognoso,che tali situazioni avvengano in un periodo di crisi nera come quella che il nostro Paese sta attraversando,dove non si trova lavoro nemmeno a pagarlo,e dove i piu' "fortunati" a stento arrivano alla fine del mese con innumerevoli sacrifici,mentre i più disperati si suicidano!!!!

Silvia

La lettera è pubblicata così come appare nel sito citato come fonte. Nudo e crudo. Non ci sono, infatti, commenti da fare o elementi da aggiungere: Silvia ha già detto tutto.

 

FONTE: http://affaritaliani.libero.it

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