Venerdì, 23 Marzo 2012 13:00

finto ateneo rilascia a tanti VIP lauree fasulle

Il Trota pare si sia laureato (?!?) in Albania, da dove una volta partivano emigranti disperanti ed oggi rombanti titolo di studio. Ma anche il truffatore italiano si è attrezzato: lauree honoris causa per tutti!

La Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) ha disposto il sequestro del sito web di una finta Università che per alcuni anni ha conferito lauree honoris causa a uomini politici e personaggi dello spettacolo usati come richiamo per attrarre iscrizioni.

Si tratta di nomi noti e vip, inconsapevoli della truffa, insigniti del falso riconoscimento e poi inseriti in un albo d'onore consultabile su Internet. Le indagini sulla sedicente Università Giovanni Paolo I sono state condotte dal nucleo speciale frodi telematiche della Guardia di Finanza.

Il falso ateneo ha dislocato la propria sede nei locali di servizio di una associazione di artigiani mentre gli uffici del Rettorato si trovano in un appartamento vuoto di Latina, nel Lazio. L'organizzazione messa in piedi dai truffatori - è stato accertato - era molto articolata e dotata di inesistenti strutture didattiche e scientifiche con tanto di facoltà, dipartimenti e scuole di specializzazione esistenti però solo sulla carta. Ampie le opportunità di formazione che metteva a disposizione: da scienze delle comunicazioni alle lauree in medicina. Reclamizzata anche una "Scuola della comicità" che annoverava tra i condirettori cantanti e artisti del cabaret.

Per rendere ancora più verosimili le offerte formative del sedicente Ateneo Giovanni Paolo I era stato anche realizzato un video, pubblicato su Youtube, con immagini di una presunta inaugurazione dell'anno accademico avvenuta nel prestigioso Palazzo Marino, immobile di rappresentanza della Camera dei Deputati. La fasulla Università, il cui rettore risultava essersi laureato nel fantomatico ateneo svizzero di Jerisau, già dal giugno del 1993 era stata diffidata dal Ministero dell'Istruzione e dell'Università dal proseguire le attività abusive. La Giovanni Paolo I era stata anche inserita nella "black-list" delle organizzazioni che rilasciavano titoli di studio senza nessun riconoscimento nell'ordinamento universitario italiano.

 

FONTE: http://www.ansa.it/

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