Giovedì, 08 Novembre 2012 20:48

finti poveri pagano affitti agevolati per le case dell'ATER

Dichiaravano redditi ridicoli. E così potevano a diritto abitare case popolari dell'ATER di Roma ad affitti irrisori. Peccato che erano possessori di immobili, barche, esercizi commerciali e via dicendo. Ecco i finti poveri.

 

Circa 12 mila "furbetti" sono stati pizzicati dalla Guardia di Finanza, dopo una serie di controlli tesi a verificare i redditi dichiarati per acquisire diritti di povertà con quelli invece noti all'Agenzia delle Entrate. Addirittura in alcuni casi la differenza tra quanto noto e quanto dichiarato voleva dire una differenza reddituale tra i 40 mila e i 100 mila euro: famiglie che arrivavano a pagare in media 79 euro al mese d’affitto, con minimi che toccavano i 7,75 euro. Perché dicevano di essere poveri. I redditi reali, invece, noti all'Agenzia dell’Entrate oscillavano trai i 40 mila agli 80 mila euro, con punte che superavano anche i 100 mila euro.

Come il caso di un imprenditore edile, proprietario di una barca a motore, che versava all'ATER, lo storico ente romano di gestione delle case popolari, un affitto di soli 281 euro al mese. Alcuni, invece, con reddito dichiarato all'ATER pari a zero erano titolari di negozi, avevano più partite IVA e compravano immobili o accendevano mutui per la prima casa.

L'ATER si costituisce parte lesa, per un danno arrecato che nel solo 2009 si stima a circa 6 milioni di euro. E promette di provvedere alla denuncia per truffa più o meno aggravata. Alla fine dei controlli, promette l'ente, se la posizione non è coerente si perde ovviamente il diritto alla casa.

 

FONTE: http://www.ilfattoquotidiano.it

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