Domenica, 13 Luglio 2014 14:00

finanziamenti ai partiti: finora nessun risparmio

Negli ultimi sei anni le casse dello Stato - cioè noi contribuenti - hanno versato ai deputati di Montecitorio, come rimborsi elettorali, più di 200 milioni di euro. Tutti spesi, soprattutto per pagare i tanti dipendenti. Incredibile: i 5 Stelle, gli unici deputati che risparmiano veramente, per questo sono stati colpiti da una sanzione. Mentre i pochi soldi non spesi nel 2013 restano in mano ai gruppi politici, che quindi possono usarli come un personale tesoretto quest'anno o in futuro.

La Camera, almeno così dice il presidente Boldrini, s’è messa a dieta ma costa ancora più di 1 miliardo di euro. I partiti però - a parte il noto caso dei grillini - la cura non l'hanno neppure iniziata: si mangiano la bellezza di 32,6 milioni di contributi pubblici all'anno, grosso modo la stessa cifra di cinque anni fa. E se anche riuscissero a risparmiare qualcosa, certo non lo restituirebbero allo Stato ma se lo terrebbero per l'anno a venire come fosse un tesoretto tutto loro. Dati alla mano, ci sono 7 milioni di euro non spesi nel 2013: come detto, tali risorse restano in mano ai gruppi politici, che potranno usarli quest'anno o in seguito come meglio ritengono.

C'è da dire che, per la prima volta, viene allegato al conto consultivo della Camera il rendiconto delle spese dei gruppi parlamentari: con la riforma introdotta alla fine della scorsa legislatura, infatti, i gruppi sono tenuti a rendicontare le loro spese e sottoporsi alla certificazione di una società esterna, dopodichè gli stessi bilanci vengono sottoposti al vaglio dei questori per essere ulteriormente controllati e approvati. In teoria, tutto è tracciato e verificato, anche perchè le sanzioni per chi non rispetta questa procedura sono durissime: se il rendiconto è impreciso o è presentato in ritardo, il relativo gruppo perde tutto il contributo.

Premesso questo, quindi, torniamo ai nostri - appunto, di noi contribuenti - 32, 6 milioni di euro "donati" ai partiti nel 2013. I quali, nel 2012, erano 35,4: il contenimento da un anno all'altro è stato quindi di appena 2,8 milioni di euro: certo non lacrime e sangue, in confronto al taglio dei servizi al cittadino, di tutt'altre proporzioni.

Bene, tutti questi soldi come vengono spesi? Soprattutto in stipendi per i dipendenti. Il PD, ad esempio, spende più degli altri ed ha maggiori costi e trasferimenti: su 11,4 milioni di euro ricevuti ne ha spesi 9,7 milioni (emolumenti ai 124 dipendenti). Gli restano in cassa, quindi, circa quattro milioni.

Mentre i 5 Stelle sono al risparmio assoluto: ricevono un contributo di 3,8 milioni ed a fine anno esibiscono un avanzo di 1,75 milioni. Le spese sono davvero al minimo: meno di 5mila per materiale di cancelleria, appena 16mila per trasporti e comunicazione. Forse troppo risparmio, visto che sono stati colpiti da un provvedimento di sanzione da 180mila euro per non aver assunto sei dipendenti come richiesto dal regolamento della Camera: attualmente ne hanno solo 32.

Forza Italia ha ricevuto più o meno lo stesso importo dei grillini, ma al contrario non ha badato a spese, spendendo quasi tutto dei 3,7 milioni a disposizione tra stipendi dei dipendenti (circa 2,9 milioni), compensi ai collaboratori (circa 320mila) e costi per servizi (circa 167mila). Strane spese appaiono i "servizi di studio" e le "rilevazioni statistiche": potremmo tradurre con sondaggi e previsioni statistiche,  servizi tanto cari a Berlusconi. Ebbene, l'avanzo a fine anno è di soli 175mila.

NCD, costituitosi solo il 18 novembre 2013, in così poco tempo - di fatto poco più di un mese - ha speso gran parte dei fondi a disposizione: di 298mila ne ha speso la maggior parte in rappresentanza e personale.

SEL ha avuto 1,4 milioni, ed ha denunciato un avanzo di appena 151mila.

Scelta Civica ha ricevuto 1,82 milioni, ed in cassa ne lascia solo 580mila.

La Lega Nord ha avuto da spendere 804mila, e ne ha spesi 364mila.

Fratelli d'Italia ha avuto 362mila, e ne lascia - si fa per dire - 119mila.

Finiamo questa rassegna con "Per l'Italia" di Lorenzo Dellai, un partito magari neache noto ai più. Un partitino che lascia a fine 2013 appena 59mila.

Ma insistiamo ancora: non è una gara tra chi è più bravo e parsimonioso: in questo caso il risparmio dei partiti non significa automaticamente risparmio per il contribuente. Come è stato spiegato, il totale dei residui di cassa del 2013, quasi sette milioni di euro, non saranno restituiti allo Stato. Resteranno come dotazione per l'anno 2014 e successivi. Come dire, a Montecitorio non si butta nulla!

 

FONTE: http://www.ilfattoquotidiano.it

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