Mercoledì, 01 Agosto 2012 09:38

finalmente alla RAI qualche taglio

E' ormai prassi che il Direttore Generale della RAI, oggi Luigi Gubitosi, abbia un contratto a tempo indeterminato anche se il Consiglio di Amministrazione della RAI si rinnova ogni 3 anni. Ed è consuetudine che il Presidente della RAI, oggi Anna Maria Tarantola, prenda uno stipendio favoloso ed ovviamente, in quanto Presidente, un titolo più onorifico che operativo.

Con il nuovo esecutivo voluto da Monti, il Direttore Generale ha deciso di avere un contratto a tempo determinato, quindi a fine incarico in RAI cessa di ricevere il favoloso appannaggio di 650 mila euro. Mentre la presidente si è tolta circa 80 mila euro (su circa 450). Atto dovuto o qualcosa sta cambiando?

Il Presidente RAI ha chiesto una riduzione del proprio onorario a 366mila euro (invece di 448mila euro). Paolo Garimberti, ex presidente RAI, prendeva 80mila euro in più. il CdA della RAI ha approvato all’unanimità la proposta, che (dicono) era all’ordine del giorno dei lavori e che aveva suscitato polemiche e critiche anche in casa PdL. Un atto dovuto, secondo molti: le cifre erano eccessive rispetto alla situazione complessiva del Paese e anche rispetto alla politica di spending review avviata, oltre che in considerazione della riduzione (già in atto) per quanto riguardava i compensi degli altri otto componenti del consiglio di amministrazione. Insomma, si è tagliata lo stipendio prima che il taglio fosse imposto dall'alto.

Luigi Gubitosi aveva suscitato scandalo non solo per lo stipendio favoloso (650mila euro) ma per il tipo di contratto a tempo indeterminato: in pratica, finito il suo incarico in RAI, avrebbe mantenuto lo stipendio (favoloso) svolgendo incarichi "equipollenti", di quelli che il cittadino medio neanche sa che esistono. Invece ha dichiarato Gubitosi: "Poiché non ho intenzione di rimanere alla RAI nè un giorno in più nè un giorno in meno del mio mandato di direttore generale ho deciso di chiedere che il mio contratto, pur essendo prassi aziendale il tempo indeterminato per il direttore generale, coincida con la naturale durata del cda che mi ha nominato (3 anni)".

Critiche sono giunte dal CODACONS: dal punto di vista formale il cambio di contratto non produce mutamenti sostanziali. “Infatti – spiega l’associazione – in base allo Statuto della stessa RAI, il mandato del direttore generale ha la stessa durata di quello del consiglio di amministrazione. Ciò che ora ci preme sapere – afferma il presidente Carlo Rienzi – è quale sarà il compenso percepito da Gubitosi per il suo incarico”.

 

FONTE: http://www.ilfattoquotidiano.it

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