Martedì, 29 Aprile 2014 14:00

evasione fiscale: nuovi numeri, stessa storia di sempre

Ultime notizie dal mondo degli evasori, quelli veri: le ditte degli imprenditori, le auto di lusso, le barche e via dicendo. Un sommerso di cui si ha notizia ma contro cui l'azione centrale sembra a tutti gli effetti inefficace. Di seguito tutti i numeri secondo un approfondimento della UIL.

Ogni anno si stimano evasi non meno di 180 miliardi di euro di imposte, cioè a dire circa 500 milioni al giorno. Sono le impressionanti cifre resentate dal segretario generale della UIL, Luigi Angeletti, a sua volta elaborati sulla base dei dati ufficiali delle stime OCSE.

Lo studio della UIL rivela che il reddito dichiarato dagli imprenditori è smoderatamente inferiore a quello dichiarato dai lavoratori dipendenti: come dire che gli converrebbe fare il mestiere dei loro "sottoposti". Infatti, i dati elaborati dal sindacato mostrano un reddito medio degli imprenditori di appena 21.330 euro, a fronte dei 22.080 euro medi dichiarati del lavoratore dipendente.

Manco a dirlo: la gigantesca differenza, in molti casi, sta nel fatto che uno dei due è un reddito autodichiarato, quindi basato sull'onestà di chi lo dichiara, l'altro è figlio di una certificazione del datore di lavoro, quindi non facilmente truccabile arbitrariamente.

Ed ancora: dallo studio presentato da Angeletti emerge che nel Belpaese circolano 594.350 autovetture soggette al superbollo, cioè di lusso. Strano però che il 31,7% di queste favolose vetture sono possedute dai suddetti imprenditori che spesso dichiarano, appunto, redditi inferiori ai 20 mila euro annui. Gliele regaleranno i loro ricchi dipendenti?

Ma non finisce qui: passiamo dalle strade alle rotte per mare ma la storia non cambia: con dati diversi ma con medesime proporzioni, la stessa presunta evasione si ha si ha anche nel settore dei natanti e unità da diporto di lusso. Sempre nella fascia di redditi inferiori ai 20 mila euro annui, in cui quindi troviamo i soliti "poveri imprenditori", risultano 42 mila contribuenti proprietari di natanti superiori ai 10 metri, pari al 42,4% del totale della flottiglia nazionale. E magari molti di loro hanno anche le succitate vetture di lusso.

Passiamo poi al settore riscreativo e turistico. Gli ulteriori dati emersi dallo studio della UIL rilevano che discoteche, sale da ballo, night clubs e via dicendo dichiarano in media un reddito negativo per 1.300 euro. Mentre spa e centri benessere viaggiano con un negativo anche superiore, dell'ordine medio di 4.100 euro in rosso. Ancora una volta, magari sono sempre gli stessi che girano con l'auto di lusso e la barca d'estate.

Ancora, si dichiarano 15.400 euro medi all'anno per i servizi di ristorazione, mentre bar e pasticcerie denunciano mediamente 17.800 euro. Più generosi gli albergatori e proprietari di strutture ricettive in genere, con una media all'anno di 18.300 euro.

Dopo aver snocciolato queste vergognose cifre, il leader del sindacato, Luigi Angeletti, ha annunciato l'iniziativa di un referendum popolare sulla possibilità di dedurre dalla dichiarazione dei redditi determinate spese. Secondo il segretario, ciò permette di "creare l'incentivo a chiedere il pagamento dell'IVA da chi fornisce il servizio avendo un consistente vantaggio perché l’evasione fiscale è un vero scandalo". Belle parole, ma i fatti?

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