Venerdì, 25 Agosto 2017 10:18

Estonia, residenza online e moneta virtuale

L'Estonia non è solo la meta rinomata per gli europei che vogliono passeggiare ed ammirare bellissime fanciulle. E' anche, e soprattutto, un Paese avveniristico in materia digitale ed un attivissimo cantiere per investitori del digitale. Tanto che ora apre importanti possibilità per la residenza virtuale e l'utilizzo, controllato dallo Stato, delle monete digitali.

Dopo questo articolo sulle nuove criptomonete, riprendiamo l'argomento.

Misure rivoluzionarie in Estonia: residenza online e moneta digitali, ecco svelato il piano del Paese per abbattere i confini e attrarre investitori a beneficio della propria economia.

Già nel 2014, l'Estonia varò la normativa per consentire la cosiddetta 'e-residency', la residenza online, cioè un piano per assegnare la residenza digitale a chi ne facesse richiesta. Ad oggi, I risultati sono confortanti per il governo di Tallin: da allora, addirittura 22.000 persone originari di 128 stati diversi hanno richiesto ed ottenuto la residenza virtuale. Di questi, 1.200 'cittadini' sono britannici: in particolare, le richieste degli inglesi per ottenere la residenza estone - ma guarda un po' - sono letteralmente esplose dopo aver cnosciuto gli esiti del referendum sulla BREXIT, segno evidente che l’Estonia starebbe attirando tantissime persone decisamente preoccupate del futuro del Regno Unito e dei suoi rapporti con l’Europa.

Vediamo allora in maggior dettaglio di cosa si parla. In sostanza, ottenere la e-card per accedere ai servizi pubblici e privati estoni è semplicissimo: basta la carta d’identità (per gli europei, mentre è richiesto il passaporto per gli extra europei) ed il numero di telefono, piuttosto che una tassa di 50 euro se sei un'azienda. Ecco fatto: di norma nel giro di un paio di settimane viene rilasciata la residenza digitale, che consente di godere di facilitazioni sul piano burocratico ed effettuare pagamenti in totale sicurezza.

La genesi dell'iniziativa estone ce la spiega un rappresentante del governo estone, Taavi Kotka, secondo il quale nello Stato baltico si sono registrati tassi di nascita inferiori a quelli della mortalità. Insomma, la popolazione locale man mano diminuisce. E quindi, vale la metafora aziendale: per un’azienda è importante godere di un mercato di sbocco per le proprie merci di dimensioni sufficienti, ovvero poter contare su un numero di clienti tendenzialmente in crescita.

Ecco quindi il punto: dato che di bambini in Estonia non ne nascono a sufficienza, e di stranieri che vogliano trasferirsi nel Paese ce ne sono davvero pochi, con l’espediente della residenza digitale si ottiene il risultato sperato: allargare il bacino di investitori senza doverli far nascere o risiedere fisicamente sul posto: pur rimanendo a casa propria, uno straniero ha con la e-card della residenza digitale la possibilità di acquistare e vendere titoli e beni come se risiedesse in Estonia.

E non è finita: l'Estonia ha in progetto di emettere una moneta digitale propria, diciamo un Bitcoin tutto loro. Lo dice sul suo blog Kaspar Korjus, responsabile del programma di e-residency, che annuncia l’emissione a breve di una moneta digitale dal nome 'Estcoin' da parte dello Stato baltico. Come succede per altre monete digitali, l'emissione sul mercato sarà anticipata da una ICO, una 'Initial Coin Offering', attraverso cui poter raccogliere i fondi destinati al potenziamento delle infrastrutture digitali dell’Estonia, in questo anni luce avanti molti Paesi europei come l'Italia.

A seguire, spiega Korjus, le somme di denaro raccolte a fronte del cambio con la moneta verrebbero impiegate per sostenere con iniziative di capital venturing le società create da coloro che hanno la e-card estone.

Tutto chiaro: Estcoin e e-residency fanno parte del medesimo progetto. Con gli Estcoin si potranno effettuare i pagamenti necessari ad ottenere servizi pubblici e privati a beneficio dei residenti digitali. Ancora, il controllo governativo delle monete digitali assicurerà che esse non potranno essere utilizzate per scopi criminali: verranno infatti controllate da una partnership a metà tra il pubblico ed il privato (di fiducia del cogerno di Tallin), così da dar lavoro anche alle proprie aziende.

E nulla vieta che, con il successo dell'iniziativa, la Estcoin diventi una moneta di utilizzo globale, come il Bitcoin. Anche se, su questo aspetto, bisogna fare attenzione: l’emissione di una moneta da parte di uno Stato europeo è in contrasto con i trattati della Unione, secondo i quali è vietata tale pratica contro il ruolo (ed il potere) della BCE. Ma c'è tempo perché Bruxelles ci rifletta e magari 'allarghi le maglie'.

Per quelli che gestiscono e conoscono le criptomonete, è importante capire che parliamo di una moneta con la medesima tecnologia del Bitcoin (la blockchain, per capirci) ma, contrariamente ai Bitcoin e alle altre criptomonete, la moneta virtuale della Estonia è una moneta parallela a quella in corso legale, è emessa dallo stesso Stato ancorché non non paragonabile a quella 'ufficiale'.

Pur se non siamo in presenza del primo esempio di doppia moneta circolante in una Nazione, è comunque il primo caso di moneta virtuale garantita da uno Stato: nel caso Bruxelles accettati tale possibilità, l'esempio rivoluzionario della Estonia potrebbe offrirere argomentazioni valide e spunti fruttiferi a tutte le Nazioni europee che volessero introdurre una moneta parallela all’euro, ricalcando oltretutto le varie proposte di 'doppia moneta' che di tanto in tanto qualche economista europeo lancia.

 

FONTE: https://www.investireoggi.it

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