Lunedì, 11 Marzo 2013 11:14

esodati: in arrivo la terza (ed ultima) spiaggia

Tra gli ultimi atti dell'attuale governo tecnico spunta il terzo - ed ultimo, realisticamente - salvacondotto per gli esodati. Secondo il quale altri diecimila esodati andranno in pensione con le vecchie regole. Ovviamente il decreto deve passare il vaglio delle commissioni parlamentari. Staremo a vedere.

Per gli esodati in arrivo un nuovo spiraglio di luce: è al vaglio delle commissioni parlamentari il terzo decreto che amplia la tutela per i lavoratori salvaguardati, coloro che per effetto della riforma pensioni della Fornero, sono rimasti senza stipendio e senza pensione.

Sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali appare una brevissima nota datata 8 marzo che annuncia un nuovo decreto che riguarderebbe 10.130 lavoratori, ai quali quindi verrà applicata la precedente normativa per requisiti e decorrenze del trattamento previdenziale. Come previsto dalla norma della legge di stabilità, il progetto di decreto viene inviato alle camere per l’esame da parte delle competenti commissioni parlamentari.

In dettagli, questi nuovi diecimila e rotti (ex) lavoratori sono:

- i lavoratori cessati dal rapporto di lavoro entro il 30 settembre 2012 e collocati in mobilità ordinaria o in deroga a seguito di accordi governativi o non governativi, stipulati entro il 31 dicembre 2011, e che abbiano perfezionato i requisiti utili alla pensione entro il periodo di fruizione dell'indennità di mobilità di cui all'articolo 7, commi 1 e 2,della legge 23 luglio 1991, n. 223, ovvero durante il periodo di godimento dell’indennità di mobilità in deroga e in ogni caso entro il 31 dicembre 2014;

- i lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione entro il 4 dicembre 2011, con almeno un contributo volontario accreditato o accreditabile alla data di entrata in vigore del decreto salva Italia, anche se hanno svolto successivamente qualsiasi attività, non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato dopo l’autorizzazione alla prosecuzione volontaria, a patto però che abbiano conseguito dopo il 4 dicembre 2011 un reddito annuo lordo complessivo riferito a tali attività non superiore a euro 7.500, perfezionino i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico entro il trentaseiesimo mese successivo alla data di entrata in vigore del decreto salva Italia;

- i lavoratori che hanno risolto il rapporto di lavoro entro il 30 giugno 2012, in ragione di accordi individuali ovvero in applicazione di accordi collettivi di incentivo all'esodo stipulati dalle organizzazioni sindacali entro il 31 dicembre 2011, anche se hanno svolto, dopo la cessazione, qualsiasi attività non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato, a patto, anche qui, che abbiano conseguito successivamente alla data del 30 giugno 2012 un reddito annuo lordo complessivo riferito a tali attività non superiore a euro 7.500, perfezionino i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico entro il trentaseiesimo mese successivo alla data di entrata in vigore del decreto salva Italia, il decreto legge n. 201/11 convertito in legge n. 214 del 2011.

 

FONTE: http://www.investireoggi.it

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