Giovedì, 13 Ottobre 2016 12:00

esce EQUITALIA, entra EQUIENTRATE. cosa cambia a parte il nome?

Dopo l'annuncio del governo, in tanti si chiedono se davvero ci saranno delle novità in positivo nel metodo di riscossione delle cartelle esattoriali o se - tanto per cambiare - per il contribuente a parte il nome non cambia nulla. Vediamo di capirci qualcosa.

Il premier Matteo Renzi l'ha annunciato mesi fa: EQUITALIA, l'azienda più odiata dagli italiani, chiuderà i battenti entro l'anno. Ad oggi, invece, si sa che cambierà nome, e non solo vedremo, ai sensi di quanto previsto dalla nuova legge di stabilità - che cambia nome pure lei. Sarà infatti la volta dell'abolizione dell’agenzia di riscossione italiana a completo controllo pubblico, incaricata della riscossione dei tributi su tutto il territorio (tranne la Sicilia).

Al suo posto arriverà EQUIENTRATE, un ente tutto nuovo e sotto il diretto controllo dell'Agenzia delle Entrate, al limite proprio un suo dipartimento. Di fatto, l’attività di riscossione delle somme dovute dai contribuenti connazionali tornerà una prerogativa direttamente all'Agenzia delle Entrate, anche nel caso di tributi non direttamente pertinenti l'agenzia, come nel caso di spettanze INPS, INAIL e via dicendo.

Lo scopo della manovra è quello di attivare un nuovo metodo di riscossione, sbandierato o presupposto come meno vessatorio verso il cittadino, che punti su una maggiore aderenza tra fisco e contribuente. Constatato, infatti, che l’attuale metodo di riscossione è assolutamente inefficiente e soprattutto dal carattere palesemente vessatorio. Al punto da essere stato nel tempo oggetto di aspre critiche da parte dei cittadini, soprattutto nel merito dei tassi di interesse spesso troppo elevati oltre al pagamento dell'aggio di riscossione, ennesimo punto che inasprisce e fa lievitare le tasse da pagare.

Diciamolo chiaramente, per i cittadini non cambierà moltissimo dato che, anche dopo la chiusura di EQUITALIA, saranno comunque da pagare le imposte fino a quel momento dovute, con le relative sanzioni ed interessi. Si noterà lo sconto sull'aggio, ma questo lo avevamo già detto in questo articolo.

Insomma, eliminare EQUITALIA non vuol dire cancellare le cartelle esattoriali - non sarebbe né lecito né corretto - ma vuol dire, nelle promesse del legislatore, migliorare pur di poco la situazione debitoria di chi ha multe e sanzioni arretrate e ridurre in tal modo il carico fiscale. Ossia, la riduzione sarà quantomeno quella conseguente la soppressione dell'aggio di riscossione sulle cartelle di pagamento, che ricordiamo essere l'importo aggiuntivo a carico del contribuente per coprire il costo di riscossione di EQUITALIA. Il punto, però, è che l'unico modo per dar credito a queste promesse è attendere il testo della legge di stabilità 2017, che come accennato cambia nome in legge di bilancio.

Altro aspetto previsto, e da confermare, è che nel periodo di transizione tra EQUITALIA ed EQUIENTRATE è verosimile aumenti il periodo di prescrizione dei tributi, dato che il passaggio di testimone tra i due enti potrebbe non essere proprio breve e quindi tale lasso di tempo va in qualche modo recuperato.

 

FONTE: http://quifinanza.it

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