Venerdì, 23 Novembre 2012 14:29

dovevano ridurre gli onorevoli. invece creano altre 90 poltrone

In quanti, di tutti i governi, hanno promesso tagli al numero di parlamentari e senatori. Invece, dopo aver elaborato e chiuso nel cassetto miriadi di proposte tecniche, hanno "in due balletti" creato l'ennesima commissione che dovrà elaborare un piano di riduzione: novanta nuovi tecnici pagati come gli onorevoli.

A marzo ci troveremo con un numero di onorevoli addirittura maggiore di quello attuale: 1.035 anziché 945. Novanta poltrone in più, a conti fatti, per persone che sulla carta non sono onorevoli (non partecipano alle sedute in parlamento, ad esempio) ma che, per tutto il loro incarico, vengono pagati esattamente come tali.

È quanto stabilisce un disegno di legge approvato - guarda caso a razzo - dalla commissione affari costituzionali del Senato, con l'unica opposizione - a quel punto infruttuosa - rappresentata dall'Italia dei Valori. Il documento prevede  l'elezione a suffragio universale di una commissione che dovrebbe occuparsi della revisione della seconda parte della Costituzione. Ne faranno parte novanta persone, che non possono ricoprire altri incarichi elettivi - come quello di parlamentare o consigliere regionale. Insomma, poltrone "nuove e fresche". Risultato: cresce, sia pure per un solo anno di incarico, il numero di poltrone.

Già, perché la commissione costa parecchio. Un costo che dovrà essere coperto, in parti uguali, dalla Camera e dal Senato. Il trattamento economico dei membri della commissione Costituente è pari a quello dei membri del Parlamento, ivi comprese le indennità accessorie. Una ventina di milioni in un anno, a conti fatti.

Tutti questi soldi per fare cosa? Questi nuovi personaggi avranno da elaborare interventi come il taglio dei parlamentari, l'abolizione del bicameralismo perfetto, i poteri del presidente della Repubblica... insomma tutti gli ambiziosi obiettivi che da anni la politica si da, soprattutto in periodo elettorale, e per cui sono stati già e più volte prodotti studi articolatissimi, poi magistralmente finiti a morire nei cassetti di Palazzo Madama.

Tanto per memoria, sulla riduzione del numero dei parlamentari si era perfino raggiunto un accordo fra tutti i partiti: 508 deputati e 254 senatori. Ma poi della cosa non se n'era fatto più nulla, magari perché gli "eliminabili" non erano d'accordo: fa strano infatti sentire che il Parlamento non riesce a tagliare il numero degli eletti, pure in presenza di un accordo, poi però riesce a istituire a tempo di record una commissione di novanta membri che deve - ma diciamo pure "dovrebbe" - provvedere al taglio.

Come hanno ricordato proprio alcuni onorevoli evidentemente dissidenti, si crea una squadra costosissima e ad hoc per fare una riforma che, secondo l'articolo 138 della Costituzione, è invece compito precipuo del Parlamento. Perché tanto, è il caso di dirlo, paga Pantalone!

 

FONTE: http://www.corriere.it

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