Sabato, 15 Aprile 2017 12:00

documenti fiscali: è sufficiente l'archiviazione in formato digitale?

Ci domandiamo il funzionamento delle normative in merito alla conservazione dei documenti in formato digitale. Ci aiuta una recente risoluzione dell'Agenzia delle Entrate.

Avevamo parlato in questo articolo della fatturazione elettronica per la PA. Riprendiamo il discorso della digitalizzazione fiscale.

Ci riferiamo alla risoluzione dell'Agenzia delle Entrate numero 46/E del 10 aprile scorso (in ALLEGATO), con la quale l'agenzia ha informato la comunità dei contribuenti sulle modalità e condizioni con cui poter archiviare i documenti fiscali in forma digitale - ossia, consevarli solo sul proprio PC, di solito come file PDF. Parliamo in particolare di documenti del tipo ricevute e fatture.

Si parla quindi in gergo tecnico di conservazione sostitutiva dei documenti analogici -  cioè, il cittadino può evitare di stampare i vari documenti in forma cartacea ma può provvedere alla loro mera conservazione su un archivio digitale - un hard disk insomma - con il consiglio di fornirsi in parallelo di un buon antivirus - non si sa mai. Vediamo allora in estrema sintesi cosa indica l'Agenzia delle Entrate:

- numerare e protocollare i documenti in arrivo, con un sistema di protocollo che funzioni in maniera distinta a seconda che il documento sia ricevuto in formato cartaceo o digitale. Ossia, il numero progressivo assegnato ad esempio per le fatture deve essere specifico per il tipo di formato - analogico o digitale - e quindi di fatto esisteranno due protocollli distinti;

- elaborare i documenti ricevuti in formato PDF, per i quali la normativa presume l’assolvimento dell’IVA - ci si riferisce ad esempio alle fatture per acquisti intracomunitari o le spese in regime di 'reverse charge' - allegando ad essi un altro documento con i dati necessari per l'integrazione e gli estremi della fattura cui si riferisce: tale documento dovrà essere allegato all’immagine della fattura parola;

- registrare le fatture di spesa nel registro IVA attribuendo loro un numero progressivo;

- terminare l’iter di conservazione sostitutiva secondo quanto previsto dal D.M. 17 giugno 2014;

- cestinare i documenti in formato cartaceo e conservare i documenti in formato digitale entro il terzo mese consecutivo al termine di presentazione delle dichiarazioni dei redditi.

Ultima precisazione dell’agenzia: il documento informatico dovrà essere reso leggibile e disponibile su supporto cartaceo o informatico presso la sede del contribuente.

 

FONTE: https://www.investireoggi.it

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