Mercoledì, 23 Agosto 2017 13:43

divorzio con rito breve: quanto costa?

Le ultime novità in termini di divorzio sono confortanti per chi, evidentemente, vuole chiudere velocemente la pratica. Ma il divorzio breve è ugualmente economico?

Abbiamo parlato di divorzi recentemente in questo articolo.

Guardando le statistiche, è una realtà che le separazioni non hanno subito un incremento significativo con l'introduzione della modalità 'breve' di divorzio. Sta di fatto, però, che l'introduzione del divorzio breve ha contribuito all'aumento dei divorzi: dal 2014 al 2015, ossia in un anno, l'aumento di divorzi è stato registrato pari al 57 percento.

Ci domandiamo, allora, come mai il nuovo istituto ha stimolato l'incremento del numero delle persone che hanno deciso di farla finita con la propria unione in matrimonio in via definitiva? In altri termini, ciò è dato dal fatto che i tempi sono decissamente ridotti - e quindi la decisione potrebbe essere meno 'matura' oppure, in qualche modo, in tempi di crisi la gente è accattivata anche da una sostanziosa riduzione dei costi?

Certo, la riduzion di tempo è davvero significativa: con la legge numero 55 del 6 maggio 2015, le tempistiche per lo scioglimento dell’unione in matrimonio passano a soli 6 mesi, dai 3 anni richiesti per il divorzio tradizionale associato alla precedente normativa.

Vediamo quindi l'aspetto inerente i costi: premesso che i costi del divorzio breve possono variare di parecchi da caso a caso, tuttavia per coloro che non hanno bisogno dell’assistenza di un legale - ma possono gestire la pratica di fatto autonomamente - i costi diventano abbastanza contenuti. In dettaglio, è sufficiente pagare al Comune una tassa di circa 16 euro. Tutto qui.

Quindi, è lecito dedurre che, verosimilmente, proprio a causa dei costi divenuti assolutamente ridicoli che le pratiche di divorzio breve sono state avviate in numero maggiore rispetto ai tempi pregressi. Come dire, tanti italiani avevano in cuore - è il caso di dirlo - di farlo ma l'aspetto economico, unito alle tempistiche attese, in qualche modo spingevva gli interessati ad una più matura riflessione e, in alcuni casi, alla rinuncia dell'intento. Oggi, invece, gli italiani approfittano di una notevole riduzione della spesa e quindi decidono più velocemente e con minore impatto di rendere definitiva la rottura dell’unione, a valle della già presentata richiesta di separazione.

In finale, appena si riducono i tempi e soprattutto i costi per le pratiche di divorzio, ecco che si scopre come i numeri aumentano e quindi trovano conclusione tutte quelle pratiche di separazione lasciate in stallo. La differenza non è poca: da 3 anni di tempo a soli 6 mesi, e soprattutto, nei casi più semplici appena una miserrima tassa di 16 euro. Attenzione però: nei casi di figli in comune o anche solo proprietà da dividere, realisticamente occorre affidare la pratica ad un avvocato, sostenendo quindi costi che possono variare da 1.500 a 5 mila euro.

 

FONTE: https://www.investireoggi.it

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