Mercoledì, 24 Aprile 2013 19:26

disoccupazione ai massimi storici

Siamo sull'orlo del baratro. Secondo i calcoli per l'anno da poco trascorso, il tasso di disoccupazione del comparto giovanile ha toccato cifre da brivido: più di un giovane su tre è disoccupato. Mentre gli altri due - scarsi - forse hanno un posto a tempo indeterminato, ma forse solo un posto che alla lunga li molla a terra. La ripresa, semmai ci sarà, non sembra certo vicina.

L'indice che misura la disoccupazione giovanile, intendendo per giovani quelli tra 15 e 24 anni, nel 2012 ha toccato il record assoluto: il 35,3%, il livello più alto addirittura da 35 anni, cioè dal 1977. E solo perché da quell'anno inizia l'analisi delle serie storiche ricostruite dell'ISTAT.

A guardar bene indietro, infatti, In Italia il tasso di disoccupazione globale è aumentato dall'iniziale 6,4% del 1977 al 10,7% del 2012. Tasso globale, attenzione, tutti inclusi. E se scendiamo all'analisi delle macroaree, le categorie come i giovani ad esempio, in parecchi casi l'andamento in aumento è di fatto sempre presente, pur con ritmi di crescita differenti.

Per esempio, in 35 anni di storia italiana il Mezzogiorno ha mostrato la crescita maggiore, con il tasso di disoccupazione che è più che raddoppiato: dall'8,0% del 1977 al 17,2% del 2012. Dato che, sinceramente, non ci dovrebbe stupire.

Ma la vera criticità sono i giovani: il tasso di disoccupazione, appunto, dei giovani da 15 a 24 anni è salito dal 21,7% del 1977 al 35,3% del 2012. Oggi che siamo quasi a metà del 2013, potremmo dedurre che quasi quattro giovani su dieci sono a spasso, mentre 35 anni fa erano circa due su dieci. In numeri assoluti, il numero medio annuo di occupati è passato da 19 milioni 511 mila a 22 milioni 899 mila. Ovviamente, il tasso di crescita demografica è stato ben maggiore, e quindi l'apparente aumento di occupati non deve certo essere letto come un dato positivo.

Oltretutto, all'incremento complessivo del popolo degli occupati ha verosimilmente beneficiato in buona misura l'accesso sempre maggiore delle donne nel mondo del lavoro: il numero di donne occupate è aumentato da 6 milioni 150 mila a 9 milioni 458 mila, ovvero di 3 milioni 308 mila unità. Almeno, buon per loro.

 

FONTE: http://www.ansa.it

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