Martedì, 20 Giugno 2017 11:33

diritti e doveri dei coniugi

Facciamo una breve sintesi dei doveri per i coniugi, beninteso in assoluta parità tra marito e moglie, almeno sulla carta. Saranno concetti per conferme verso chi ogni anno celebra l'anniversario di un matrimonio solido ma, anche, purtroppo, costituiranno fonte di spunti ed ispirazione per gli avvocati che si occupano di divorzi.

Abbiamo da poco parlato di divorzi con questo articolo; oggi torniamo invece a discutere del matrimonio.

Si parla molto di parità dei sessi. Parlare in tale contesto dei diritti di un coniuge ed in particolare di una moglie potrebbe sembrare quasi fuori luogo, ma ricordiamo che in molte famiglie italiane ancora prevale la cultura del cosiddetto 'capofamiglia'. Ruolo, oltretutto, abolito nel suo senso sociale nel 1975, con la riforma del diritto di famiglia che, invece, sancisce i diritti dei coniugi sono assolutamente gli stessi.

Premesso ciò, veniamo quindi a parlare di quelli che sono i diritti del coniuge - guardando però alle statistiche di contenzioso, possiamo dire che il discorso si riferisce prevalentemente alla moglie.

I fondamentali diritti e doveri di una moglie - come detto, identici nella forma a quelli del marito - sono stabiliti dal Codice Civile, e come si spera tutti abbiano notato all'atto del matrimonio (si firma un atto dedicato), nel momento in cui ci sposiamo per formare una famiglia, da ciò scaturiscono precisi doveri che il codice stabilisce:
- la fedeltà: non è solo un giusto pincipio etico condito in salsa cristiana, ma (anche) un dovere per legge

- assistenza morale e materiale: stesso discorso di sopra: si deve sostenere il coniuge meno abbiente

- collaborazione nell’interesse della famiglia: ognuno ha diritto ai suoi spazi, ma di massima si lavora per il bene comune

- coabitazione: sarebbe assurdo il contrario

- contribuzione ai bisogni della famiglia in proporzione alle proprie capacità economiche e di lavoro, sia professionale che casalingo: sperando che nessuno se ne approfitti e campi sulle spalle dell'altro.

E' chiaro, quindi, cosa stabilisce il codice civile: guardandola dagli occhi della moglie, dice che lei con il matrimonio ha il diritto ad un marito fedele, che la assista in caso di bisogno materiale e morale, che collabori all’interesse stesso della famiglia e se occorre la aiuti anche nei lavori domestici, che viva con lei e che contribuisca ai bisogni economici della famiglia.

Diritti che, come detto, competono parimenti anche al marito. Ma andiamo a guardare ad altri diritti, oltre quanto stabilito dal codice civile, che competono al coniuge. La riforma del diritto di famiglia, in particolare, individua e riconosce i diritti di una moglie. In molti casi, comunque, tali diritti possono apparire scontati, ma è comunque bene ricordarli:

- la casa da identificare come abitazione di famiglia va scelta da entrambi i coniugi in base alle esigenze di tutti e due: la moglie non deve sottostare alla scelta effettuata dal marito. Vi sembra banale? Forse non lo è, almeno non lo è sempre

- per quel che concerne i figli, entrambi i coniugi hanno la stessa voce in capitolo sulle decisioni che li riguardano. Anche questa sembra una banalità ma, a ben guardare, in più di una famiglia non lo è affatto

- se per qualsiasi motivo la moglie non può lavorare, il marito deve mantenerla economicamente. Il principio è corretto, ma questo è forse il punto più delicato e, con un po' di malizia, facilmente può diventare la chiave di volta per coniugi che vogliono il benessere procedendo a rimorchio

- la moglie ha il diritto di partecipare anche alla gestione economica della famiglia, pur nella situazione in cui a lavorare è solo il marito. Anche questo è un punto cruciale: i soldi sono di uno solo ma a gestirli è anche la parte non lavoratrice

- una moglie ha il diritto a non essere denunciata, se sorpresa a letto con un altro uomo, per infedeltà: l’infedeltà non è un reato. Questo è davvero il colmo: andate a spiegarlo al marito che scopre la moglie infedele che deve calmarsi perché quello che fa la moglie non è reato.

Ed arriviamo ai discorsi economici ed alla distinzione che si fissa in sede di matrimonio per quel che riguarda la comunione piuttosto che la separazione dei beni: in funzione della scelta adottata, la moglie acquisisce diversi diritti.

Cominciamo con la comunione dei beni: in tale regime, la moglie ha il diritto di disporre di tutti i beni acquistati durante il matrimonio dalla coppia - al limite anche solo con i soldi del marito - ad eccezione dei beni del marito di carattere personale e posseduti prima del matrimonio e magari ricevuti in eredità.

Invece, con la separazione dei beni i coniugi possono disporre soltanto di quello che è a loro intestato, tutto qui. Tipicamente è la soluzione adottata quando si tratta di due professionisti e si vuole evitare che eventuali sobbalzi in negativo della attività di uno di essi possa far sprofondare anche l'altro, magari per debiti.

Chiudiamo questa carrellata di diritti dei coniugi con una riflessione: la moglie non è una proprietà del marito. E proprio per questo motivo, ogni donna, sposata e non, ha diritto alla libertà, alla dignità personale e alla sua personalità. Quindi, una donna in nessun modo non deve, solo perché è la moglie, essere mortificata, insultata e maltrattata dal marito in pubblico o in privato. E questo è un diritto sacrosanto che è bene che i mariti ricordino e osservino.

 

FONTE: https://www.investireoggi.it

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