Venerdì, 14 Luglio 2017 12:52

debito pubblico: sempre peggio

"La misura è colma", diceva la ministra (ora sottosegretaria) Boschi. Ma non la sua, quella degli italiani: tutti indebitati per un debito pubblico ormai alle stelle senza più controllo. Ma come è possibile, con tutti i decreti salva Italia?

Abbiamo parlato recentemente di debito pubblico in questo articolo.

Il debito pubblico italiano è ormai senza freni, a tutta corsa: stando al supplemento finanziario del bollettino statistico della Banca d’Italia, nel mese di maggio l'aumento è stato di 8,2 miliardi, portando quindi la cifra al nuovo record assoluto di 2.278,9 miliardi - se portato in lire, sembra di leggere le cifre dei fantastilioni di Paperone.

E' il degno risultato del fabbisogno mensile delle pubbliche amministrazioni, per 7 miliardi, tanto per fare un esempio di cosa influisce nel conto totale. Le entrate per tributi contabilizzate aa maggio sono state per circa 33,5 miliardi, quindi in calo rispetto allo scorso anno di 0,3 miliardi: il tutto porta a 154,4 miliardi di euro di gettito complessivo per i primi 5 mesi dell’anno, comunque in rialzo rispetto all'anno precedente per l’1,4 percento.

Ricordando che a maggio 2016 il debito pubblico italiano era attestato a 2.244 miliardi di euro, la crescita nei 12 mesi è presto calcolata: 34 miliardi tondi. Accanto a ciò, nel frattempo le scorte di liquidità del Tesoro sono calate di circa 14 miliardi.

Il dato più preoccupante è quanto emerge è guardando all’andamento del debito nei primi 5 mesi dell'anno, se messo a confronto con lo stesso periodo dell'anno scorso e scorporando le disponibilità liquide del Tesoro: siamo passati, a conti fatti, da un aumento di 34,9 miliardi ad un aumento di 45,4 miliardi, nonostante si sia registrato in parallelo un aumento delle entrate fiscali per circa 2 miliardi di euro.

Tutto chiaro, insomma: la spesa pubblica corre all'impazzata, altro che misure di contenimento della spesa. E spinge lo Stato (cioè i contribuenti, cioè noi tutti) verso un sempre maggiore indebitamento. Ma chi ci credeva alla flessibilità fiscale?

 

FONTE: https://www.investireoggi.it

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