Domenica, 01 Gennaio 2017 18:45

dalla lira all'euro: il confronto dopo 15 anni

15 anni fa passavamo dalla lira all'euro: proprio una mattina di 15 anni fa andavamo allo sportello del bancomat per ritirare per la prima volta il nuovo denaro contante. Il cambio allora fu fissato a poco meno di duemila lire per un euro, ma dopo quindi anni davvero è stato un cambio 'onesto' o ci siamo resi conto solo col tempo di quanto era stata svenduta la nostra amata lira?

Era il 1 gennaio del 2002: addio alla lira, scambiata con l'euro a 1936,27 lire. Chiediamoci come davvero sia cambiato il potere d'acquisto con tale rivoluzione economica. Affidiamoci ai dati raccolti dalla fondazione NENS - poi vi spieghiamo cos'è - e vediamo numeri alla mano come è variato, ossia diminuito, il nostro potere d'acquisto con il cambio della moneta.

In breve: è raddoppiato il costo di praticamente tutti i quotidiani, e raddoppiato anche il prezzo del Big Mac, bene 'campione' per i riscontri reali di aumento prezzi tra diverse monete. L'aumento record spetta alla pizza margherita: da 6.500 lire siamo passati a 7,5 euro. Ed ovviamente sono cresciute di un valore ben più alto di quanto imputabile alla mera inflazione tutte le spese vive delle famiglie, dall'elettricità al gas fino alla benzina.

E' aumentato il caffè al banco, da 900 lire a 90 centesimi, il Big Mac come dicevamo è passato da 4.900 lire a 4,20 euro, e la pizza margherita è salita da 6.500 lire (che sarebbero 3,36 euro) ad addirittura 7,5 euro.

Diamo allora una spulciata ai prezzi registrati a fine 2001: si scopre così quanto realmente è cambiato il costo di beni e servizi negli ultimi 15 anni, dopo che abbiamo abbandonato - o meglio ci hanno fatto abbandonare - la lira e nel Belpaese è entrato in vigore l'euro, quotato al cambio fisso di 1936,27 lire.

Come detto, purtroppo non solo cambiati solo i prezzi di cibo e bibite, pur fondamentali nella vita quotidiana: parliamo di bollette, gas elettricità ed acqua, ma anche di benzina. In tutti i casi, si tratta di una lunghissima lista di vistosi rialzi, assolutamente non giustificati dal mero aumento causato dall'inflazione.

Per fortuna, possiamo anche trovare beni che, invece, hanno subito riduzioni di prezzi. E' il caso dei beni appartenenti al comparto elettronico dove, complice l'inevitabile aumento della concorrenza, sono effettivamente diminuiti i prezzi. Appunto, il passaggio dalla lira all'euro ha ben poco influito: più che il cambio di moneta hanno contato i passi da gigante della tecnologia e la concorrenza serrata tra i 'big' della categoria. Addirittura, troviamo un bene che è di fatto rimasto immobile nel tempo: la giocata minima del Lotto, che è passata dalle 1.500 lire del 31 dicembre 2001 ad un euro del primo gennaio 2002. E da allora non è più cambiata.

Sono dati forniti dal NENS, la fondazione 'Nuova Economia Nuova Società'. E' la fondazione diretta da Pierluigi Bersani e Vincenzo Visco, che ha la missione appunto di fornire un termine di paragone fra i prezzi attuali e quelli di 15 anni fa. La quale, nel suo rapporto, sottolinea inequivocabilmente l’aumento eclatante della citata pizza margherita fino al 123 percento, il raddoppio del prezzo del caffè al banco e del Big Mac, dei quotidiani in edicola e via dicendo: sono tutti simboli della perdita di potere d’acquisto degli italiani, poi ulteriormente peggiorata sotto la scure della implacabile crisi economica.

La fondazione NENS dettaglia una lista lunga ed approfondita: nel 2002 per l'elettricità si spendevano 647 mila lire, che sulla carta sarebbero circa 334 euro, mentre i dati pubblicati il 31 dicembre dall’Autorità dell’Energia riferiscono di una spesa fissata a 498 euro, ossia un aumento reale del 50 percento circa. Aumento leggermente meno preoccupante per il prezzo del gas, la cui spesa annua è passata da 1 milione e 700 mila lire a 1.022 euro, ossia un aumento del 16 percento. E' aumentata, dicevamo, anche la benzina, a dirla tutta in un modo decisamente altalenante (a causa proprio delle necessità puntuali del governo di far velocemente cassa): siamo arrivati a toccare il massimo storico di un prezzo oltre i 2 euro nel 2012, per poi scendere a valori comunque alti ma meno sensibili: in finale, per un litro di carburante si è passati da circa 2 mila lire al prezzo attuale di 1,5 euro, cioè un aumento del 45 percento.

Il NENS riporta anche la notizia dell'unico comparto assolutamente in controtendenza con i vistosi aumenti registrati: quello dell'elettronica, certo a causa dello sviluppo tecnologico e del boom delle vendite online, fattori che hanno incredibilmente alzato il livello di concorrenza dei fornitori e quindi abbassato i prezzi. Ed allora, fare paragoni tra i prodotti di allora e quelli di oggi è poco verosimile: come confrontare il prezzo di un telefonino di allora con uno smartphone di oggi? Un esempio per tutti, all'inizio del nuovo millennio una televisore da 46 pollici, il migliore sul mercato, costava circa 6,5 milioni di lire. Oggi, invece, un televisore 'smart' full HD da 49 pollici costa anche meno di 500 euro. Oppure, nel 2001 per avere una fotocamera digitale da 1,9 megapixel di risoluzione occorrevano 890 mila lire, ma oggi al prezzo di circa 100 euro possiamo acquistare macchine fotografiche da 20 megapixel e relative caratteristiche completamente innovate. Ed il telefonino dell'epoca, il Motorola Startac 130, status symbol dell'epoca, costava oltre 2 milioni di lire. Oggi, a meno di scegliere modelli con materiali di lusso, è un prezzo superiore a qualunque modello commerciale di smarphone in circolazione.

Insomma, a conti fatti i prezzi dal 31 dicembre 2001 al 31 dicembre 2016 sono, chi più chi meno, raddoppiati. Come dire che il cambio 'vero' della lira all'euro non era quello frutto di accordo tra le banche conivolte (la BCE e la Banca d'Italia) con il governo allora in carica, ma era più o meno di 1.000 lire per un euro, come purtroppo più o meno tutti ci siamo resi conto col tempo. Ricordiamo anche chi governava all'epoca: era il secondo governo di Silvio Berlusconi, quello che la storia darà come governo più longevo della Repubblica Italiana, e ministro delle finanze Giulio Tremonti. Il Presidente della Repubblica era Carlo Azeglio Ciampi ed il governatore della Banca d'Italia era Antonio Fazio.

In tutto ciò, gli illustri politici della fondazione NENS non erano meri spettatori che oggi si 'svegliano' a dire come le cose all'epoca sono state fatte male: erano entrambi a pieno titolo nel governo precedente, il governo di Romano Prodi, quello che ha preparato le carte per la transizione verso l'euro. Complimenti, complimenti davvero a tutti.

 

FONTE: http://www.ilfattoquotidiano.it/

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