Mercoledì, 26 Febbraio 2014 13:00

crolla MtGox, uno dei pilastri del Bitcoin (e crolla anche lui)

I cyberpirati hanno violato le sicurezze del principale mercato di Bitcoin, riuscendo a portar via un notevole bottino, pari ad una percentuale importante di tutte le monete oggi in circolazione. La notizia ha mosso ombre sulla sicurezza dell'intero sistema bancario dei Bitcoin, facendone crollare il valore.

Per chi opera con i Bitcoin, è noto che MtGox è una delle più importanti piattaforme di scambio (soprattutto di acquisto) dei Bitcoin. Beh, questa settimana ha subito un attacco da parte di pirati informatici, i quali sono riusciti ad entrare nel sistema del sito e portar via - si fa per dire nel caso delle monete virtuali - più di 700 mila monete. Che, al cambio attuale diventano milioni di dollari.

Il fatto ha suscitato un'onda di malumore e di sfiducia nei confronti del sistema bancario dei Bitcoin, a tal punto che la corsa alle vendite della moneta ha determinato il suo rapidissimo crollo, giunto fino al valore di 450 dollari: cioè, il Bitcoin ha perso il 20% del suo valore in due giorni e metà del suo valore in 4 settimane. Per alcuni, è il preludio della fine, conseguenza della sfiducia generale nella piattaforma che ne garantisce la sicurezza e stabilità.

Blockchain, altra importante piattaforma web, ha fortemente criticato l'operato di MtGox, secondo loro "il risultato di alcune deprecabili manovre della società, e non riflette la solidità o il valore di Bitcoin e dell'industria della valuta elettronica". Certo, le altre "aziende" del settore devono difendersi allontanandosi dal "collega infettato".

Fatto sta che dopo il furto informatico, la piattaforma risulta insolvente rispetto alle garanzie che dovrebbe dare a chi la utilizza per depositare Bitcoin. Perché, sia chiaro, i Bitcoin dati in custodia a MtGox e risultati rubati sono persi. E qualcuno direbbe che c'era da aspettarselo, era noto ai più informati come MtGox fosse una società spregiudicata e pericolante. Ai primi di febbraio, addirittura, un australiano era volato fino a Tokio per protestare contro la scarsa trasparenza a suo dire della piattaforma: con un cartello con recante la scritta "dove sono i nostri Bitcoin?" si era parato davanti a Mark Karpeles, il 28enne CEO della piattaforma.

Oggi MtGox ha un debito di 174 milioni di dollari a fronte dei 30 o poco più di attività, e prima di chiudere il valore dei Bitcoin da loro venduti era sceso dell'83,7%, da 828 a 135 dollari - ovviamente presso le altre piattaforme il prezzo era maggiore, diciamo non meno di 450 dollari.

Il problema è che la gestione della moneta virtuale prevede l'assenza di un organismo centrale: come la carta moneta, il Bitcoin è al portatore, quindi se la si perde la si perde per sempre. E mentre la cartamoneta si scambia con un bonifico, tracciato e quindi recuperabile, se un "furbetto" ruba i Bitcoin, questi non potranno più essere restituiti (dato che sono crittografati).

Una possibile soluzione la lancia SecondMarket, che ha deciso di investire in Bitcoin. Secondo la piattaforma di transazioni finanziarie, per ridurre la spaventosa volatilità dei prezzi della moneta virtuale si può utilizzare la logica finanziaria dell'oro, bene a cui il Bitcoin somiglia moltissimo, servendo gli investitori come società di compensazione. Ma c'è un rischio: l'ingresso del Bitcoin nella finanza potrebbe essere la soluzione per la sua stabilità, ma anche il tradimento del sistema di libero mercato cui si appoggia. Staremo a vedere.

 

FONTE: http://www.webnews.it

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