Giovedì, 03 Gennaio 2013 13:00

crisi economica: anche il mercato delle auto crolla

Si è già parlato di mercato immobiliare in crisi e case invendute. Ma ovviamente la crisi investe più settori, come quello delle auto e più in generale dei veicoli dei privati. Nessuno compra il nuovo, al massimo ricompra auto d'occasione di cui altri vogliono disfarsi.

Lo afferma - se non ce ne fossimo già accorti - il comunicato stampa di oggi 3 gennaio di FEDERCONSUMATORI e Adusbef.

AUTO: CROLLANO LE VENDITE, ANCHE A CAUSA DEI COSTI PROIBITIVI PER IL MANTENIMENTO DELLE AUTOMOBILI. NEL 2012 +481 EURO PER LE AUTO A BENZINA E +538 EURO PER LE AUTO A GASOLIO.

Più chiaro di così... il trend di immatricolazioni delle automobili è tornato ai livelli di 33 anni fa, complice da un lato sicuramente il crollo del potere di acquisto delle famiglie, ormai ai minimi storici (-13,2% dal 2008 ad oggi), dall'altro l'aumento del tasso di indebitamento ed ovviamente dei costi ormai proibitivi per il mantenimento delle automobili (carburanti, assicurazioni rc auto, bollo e via dicendo).

Sempre FEDERCONSUMATORI, nel 2012, aveva evidenziato che tra polizze rc auto, pedaggi autostradali e carburanti, complessivamente gli aumenti a carico di un medio automobilista sono stati pari a 481 euro per un'auto a benzina e di 538 euro per un'auto a gasolio.

Oltretutto, è mancato il rinnovo degli ecoincentivi per l’anno trascorso, ed anche questo di certo non a aiutato.

Soluzioni? Niente di eclatante: per contrastare tale tendenza occorre rimettere in moto la domanda di mercato, agendo da un lato sul potere di acquisto delle famiglie (attraverso una detassazione per il reddito fisso) e, dall'altro, in direzione di un calmieramento delle polizze rc auto e dei prezzi dei carburanti (attraverso una completa liberalizzazione della rete di distribuzione ed una consistente riduzione delle accise di almeno 6 centesimi. Altrimenti, il mercato del nuovo continuerà ridotto all'osso, e chi non ha strettamente bisogno dell'auto la venderà a chi non potrà permettersene una nuova ma avrà almeno due lire per mantenerne una vecchia.

 

FONTE: http://www.investireoggi.it

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