Mercoledì, 25 Giugno 2014 14:00

Costa Rica e Uruguay, i paradisi dei pensionati

Oggi Costa Rica ed Uruguay ricordano il disastro della Nazionale di calcio. Ma da parecchio sono sinonimo di paradiso sereno e low cost per i tanti pensionati che scelgono di emigrarvi. Vediamo in dettaglio.

I tanti spettatori delle (poche) partire della Squadra Azzurra ai mondiali di Brasile associeranno Costa Rica e Uruguay alle sconfitte sul campo di calcio ed alla fine di un sogno, per così dire.

Invece, per molti pensionati nostrani in fuga dall'Italia, questi Paesi sono sinonimo di una fantastica opportunità per cambiare vita e quindi meglio godersi gli anni della pensione senza i problemi, soprattutto economici, del costoso e disastrato soggiorno in Italia.

Infatti, si dice che nei paesi del centramerica si possa vivere con anche solo 500 euro al mese: sul web si trovano parecchie informazioni per chi vuole trasferirsi in Uruguay o in Costa Rica, anche se, come sempre, conviene sempre stare attenti ai luoghi comuni e ai falsi miti da sfatare.

Partiamo dal Costa Rica. Si è sentito di questo Paese all'argomento politica, a proposito delle polemiche sui presunti affari a Tamarindo dell'autista e della cognata di Beppe Grillo nei tempi in cui il Costa Rica era nella black list, sin dal 2011, dei paradisi fiscali dell'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economica. Ciononostante, il piccolo Paese è caratterizzato da una burocrazia snella ed un gettito fiscale ridotto (tipicamente intorno al 10-12% del fatturato), e queste ragioni sicuramente spingono molti italiani ad aprire attività laggiù. Ne è prova il fatto che è stato ribattezzato la "Svizzera dell'America Latina", anche in riferimento al livello di alfabetizzazione ed al funzionamento del sistema sanitario.

Tornando però all'adagio di potervi vivere con solo 500 euro, come sostengono molti siti internet, forse è meglio dire che la verità sta nel mezzo. Infatti, questa cifra è sì e no sufficiente a coprire le spese base, ma la situazione si complica per persone abituate a comfort di lusso o per chi conta di far visita alla famiglia in Italia almeno una volta l'anno: evidentemente questi "extra" porterebbero per così dire fuori budget.

In ogni caso, sappiate che bisogna bene informarsi sull'iter per ottenere la residenza: esso è diverso a seconda che si voglia accedere solo per reddito o nbel caso in cui, invece, si intenda lavorare sul posto. Sarà un caso, comunque, che in media per la metà dei turisti che si trasferisce in Costa Rica con il progetto di vivere lì, poi dopo essersi fatti due conti questi tornano a casa tipicamente dopo neanche un anno: questo "esercito dei pentiti" si compone soprattutto di statunitensi e canadesi, mentre va detto che gli italiani sono relativamente pochi in tale "assetto". Insomma, pensateci bene, informatevi e mettete in cantiere la possibilità che dopo aver "toccato con mano", magari anche per aver accertato un'evidente distanza culturale con la gente del posto, possiate tornare alla vostra amata Italia.

E passiamo al trasferimento in Uruguay. Questo Paese è considerato come il più Europeo di tutto il Sud America, sia per lo stile di vita che per il clima - attenzione ad invertire le regioni rispetto al nostro emisfero: oggi là vanno per l'inverno.

La pressione fiscale complessivamente èp ad un livello basso, ed il sistema educativo, come quello sanitario, sono di buon livello: tutti buoni motivi per pensare di trasferirsi in Uruguay. Non è tutt'oro: è innegabile comunque che la povertà laggiù sia ancora oggi molto diffusa e che quindi il tasso di criminalità, soprattutto nelle città più grandi (Montevideo e Punta del Este), resti decisamente preoccupante.

Una nota di fascino la aggiunge l'ormai "mitico" Presidente dell'Uruguay, José Alberto Mujica Cordano. Per chi ancora non lo sapesse, costrui è famoso per aver rinunciato al 90% del suo stipendio, vivendo quindi con circa 800 euro che - lo ha affermato pubblicamente lui stesso - devono assolutamente bastargli, dato che in Uruguay c’è gente che vive con molto meno. Da applaudire senza indugio: è a dir poco dubbio che in Italia i nostri politici possano o potranno mai, aldilà delle chiacchiere populiste e vuote, mettere in pratica un principio talmente nobile. Fatto sta che la Nazione retta da cotanto presidente, secondo l'Economist, è stato "Paese dell'anno" per il 2013.

 

FONTE: http://www.investireoggi.it

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