Sabato, 04 Gennaio 2014 20:32

corte europea: il canone RAI è illegittimo

Il canone RAI è illegittimo: non lo dice il solito contribuente irritato - a dir poco - dal sostanzioso ed assurdo balzello. Lo dice la corte europea. Nel frattempo, a breve scade il suo pagamento. Voi che fate, rinnovate il pagamento?

Il canone RAI, uno dei balzelli più odiati dali italiani, è fuori luogo - basti pensare che le televisioni private "campano" benissimo con i soli proventi delle pubblicità, che anche la RAI riscuote. E' anche ingiusta - dovrebbe colpire solo gli affezionati alla RAI, ed invece colpisce tutti, anche chi guarda solo Mediaset o SKY.

Beh, ora la corte europea si aggiunge al popolo anti-canone: i giudici di Strasburgo - quelli dei diritti umani, quelli cioè che il condannato Berlusconi spera dicano qualcosa in suo favore - dicono che il canone RAI è illegittimo.

Tutto è iniziato con un ricorso di un cittadino leccese, il quale dopo le bocciature dei tribunali italiani è arrivato fino alla corte europea, fino alla sentenza emessa il 30 dicembre scorso che afferma come il canone RAI sia illegittimo in quanto non si attiene alla "materia fiscale, nocciolo duro della supremazia del potere pubblico, essendo dominante il carattere pubblico tra il contribuente e il resto della comunità".

Tradotto, l'intervento della polizia tributaria contro il contribuente viola il diritto del cittadino a ricevere notizie e informazioni di carattere pubblico: lo Stato italiano obbliga i cittadini a pagare il canone ed, in caso di mancato pagamento, oscura gli apparecchi di informazione (e quindi viola la libertà di informazione del cittadino).

Buffo notare che questa "tiratina d'orecchi" cade a pochi giorni dalla riscossione del canone 2014 - in scadenza il 31 gennaio - mettendo a rischio, in caso di "defaillance" di un consistente numero di abbonati, il bilancio del carrozzone pubblico italiano, già al centro di numerose polemiche sulla controversa gestione del denaro dei cittadini.

Infatti, in virtù della sentenza europea i contribuenti potrebbero rasgionevolmente ritenersi legittimati a non pagare. E non solo: per tre quarti di secolo - è entrato in vigore con il regio decreto n. 246 del 1938 che istituiva l’imposta sulla detenzione di apparecchi atti o adattabili alla ricezione dei programmi televisivi - sono stati versati dai cittadini fiumi di denaro per un tributo che oggi si scopre essere non dovuto, e quindi... ci sarebbero gli estremi anche per chiederne il rimborso.

In altre parole, il cittadino potrebbe intraprendere una causa collettiva - la class action - contro lo Stato per aver “abusato” di uno strumento legislativo antiquato per esigere somme di denaro in maniera impropria e ingiusta. Fatto sta che, alla luce della sentenza in parola, da questo momento chiunque può sentirsi legittimato a non versare più i 113,50 euro dovuti alla RAI per il 2014.

Ma attenzione: la corte di Strasburgo non ha il potere di annullare una legge italiana, sarebbe una violazione della sovranità fiscale e legislativa di un paese membro. Anche se lo Stato italiano ora dovrà adeguarsi alle disposizioni impartite dai giudici europei nel rispetto dei diritto fondamentali dei cittadini che appartengono all'Unione europea. In finale, il canone RAI non è abolito, come qualcuno vorrebbe poter leggere, ma "solo" messo in discussione da un organo giuridico sovranazionale. D'altronde, non può che essere discutibile una legge vecchia di 76 anni, ai tempi in cui le televisioni erano possedute solo da pochissime famiglie abbienti e non esistevano emittenti private?

 

FONTE: http://www.investireoggi.it

Letto 798 volte