Mercoledì, 21 Febbraio 2018 12:00

Corea del Sud: prima no al Bitcoin, poi ci ripensa

La Corea del Sud ritratta, a meno di un mese di distanza, la sua posizione circa le criptovalute. Prima dice di voler bloccarne la speculazione - causando un'onda di pareri favorevoli da parte di molti altri Paesi - ed adesso ritratta tutto e si mostra favorevole. Che succede?

Ripartiamo da questo articolo.

Ricorderete certamente che, a fine gennaio, il ministro della Giustizia della Corea del Sud annunciò di voler mettere al bando le criptovalute, diciamo in pieno stile cinese, suscitando ovviamente grandi proteste culminate addirittura in una petizione popolare contro la regolamentazione del settore. Mentre tanti Paesi, dall'Asia all'Europa, si sono uniti al coro anti monete virtuali.

Ebbene, ora la Corea del Sud inverte rotta: Choe Heung-sik, attuale presidente del servizio di supervisione finanziaria, ha ammesso che che il proprio governo sosterrà il trading di criptovalute incoraggiando le banche a facilitare le transazioni con le piattaforme di scambio. Un bel ribaltone. 

Tant'è che le nuove norme in materia annunciate dalla Corea del Sud hanno immediatamente suscitato interesse da parte degli investitori, che finalmente possono (anzi, devono) uscire dall'anonimato per le proprie transazioni. Una buona notizia, di certo, per chi investe nel Bitcoin: è verosimile che a ciò seguirà un apprezzamento della moneta, peraltro già in fase di recupero in questi giorni.

Nel frattempo Elliott Management, di fatto il più grande hedge fund del mondo (fondato da Paul Singer già nel 1977), ha mandato una lettera ai suoi clienti nella quale sostiene che il Bitcoin sia un investimento folle, senza valore, addirittura che il desiderio di investire in tale settore sia indizio dell’ignoranza illimitata dei branchi di razza umana. Siamo veramente a toni quasi offensivi per chi, scelta loro, investono nelle criptomonete e ne accettano i rischi.

Guardiamo i fatti: ieri il Bitcoin è arrivato a quasi 12 mila dollari, di fatto raddoppiando il proprio valore in appena due settimane. Che dire, forse Elliott si rende conto che le criptovalute sono un temibile concorrente, e quindi con la sua lettera voglia attuare la più banale strategia di FUD (acronimo per Fear, Uncertainty and Doubt), cioè infondere paura ed incertezza, sperando che gli investitori ne stiano alla larga -  e si rivolgano invece a lui?

 

FONTE: http://www.wallstreetitalia.com

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