Venerdì, 16 Novembre 2012 13:00

controlli del fisco ai conti correnti: tutto pronto

Abbiamo già parlato del fatto che è allo studio da parte del governo una serie di misure per controllare la coerenza dei movimenti sui conti correnti personali con quanto noto al fisco. Gli aspetti - delicati - di garanzia della privacy erano l'ultimo tassello da mettere per concludere l'iter di approvazione. Finora: anche il garante della privacy ha dato parere positivo, quindi ora può partire il "Grande Fratello"... fiscale.

Garanzia della privacy o lotta ad ogni costo dell'evasione fiscale? Il dibattito è stato fino ad oggi acceso e le relative posizioni, a loro modo, entrambe condivisibili. Nelle intenzioni del governo tecnico, il controllo conti correnti sarebbe dovuto partire dallo scorso 1 gennaio 2012, ma così no è stato. Continui rinvii e piccole modifiche richieste dai vari revisori della norma. Alla fine lo spostamento del termine del 31 ottobre, data entro cui banche, Poste, SIM, SGR, fiduciarie e assicurazioni avrebbero dovuto spedire all'anagrafe tributaria i dati “sensibili” dei conti correnti (saldo iniziale e finale, importi totali degli accrediti e degli addebiti, ad esempio), e di altri rapporti finanziari (frequenza di accessi alle cassette di sicurezza, carte di credito, certificati di deposito e via dicendo): rinviato, in attesa della versione approvata della norma, al 31 marzo 2013.

Nel frattempo, infatti, è arrivato il parere positivo dell’autorità garante alla protezione dei dati personali, espresso in un provvedimento che porta la data del 15 novembre 2012 in cui si tiene conto di più elevate misure di sicurezza a protezione dei dati dei contribuenti, nei confronti del provvedimento approntato del direttore dell'Agenzia delle Entrate, che illustra l’impianto del nuovo archivio dei rapporti finanziari basato sui dati pervenuti dal controllo conti correnti.

I dati estrapolati dal controllo dei nostri conti correnti vengono trasmessi, tramite una infrastruttura dedicata - il  sistema di interscambio SID, il quale dicono garantisca procedure di trasmissione totalmente automatizzate.In realtà, precisa nel suo provvedimento il garante per la privacy, l'invio può avvenire anche tramite il protocollo FTP (tipicamente usato dal grande pubblico per il trasferimento di files durante gli upload a server su internet) o la Posta Elettronica Certificata, la PEC (quest'ultima nel caso di piccoli files).

I dati inviati potranno essere conservati per un periodo non superiore a 6 anni, al cui scadere le informazioni dovranno essere automaticamente cancellate.

 

FONTE: http://www.investireoggi.it

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