Giovedì, 24 Settembre 2015 17:26

controlli alla caldaia: come mettersi in regola ed evitare le multe

Per chi ha ricevuto a casa la lettera del comune sui controlli 2015 alle caldaie, ecco un breve sunto di cosa c'è da sapere. Per evitare le multe.

A detta di molti, c'è parecchia confusione sulle regole del bollino blu 2015 per la caldaia o del rinnovo delle certificazioni passate. E' fondamentale per il cittadino avere le idee chiare, ed evitare multe, soprattutto ora che in alcune città, Roma in testa, il Comune ha già avviato i controlli.

Partiamo da una "dritta" per chi deve comprare una caldaia nuova: da settembre 2015 è stata introdotta sugli impianti la nuova etichetta energetica, con lettere dell'alfabeto che vanno dalla A (massimo dell'efficienza), alla G (il minimo). In questo modo in fase di acquisto è subito possibile conoscere le caratteristiche tecniche della caldaia.

E veniamo al bollino blu: mettetevi l'anima in pace, è obbligatorio in tutte le città di Italia dal 2005 mentre dal 2014 è stato inoltre previsto che tutti gli impianti termici di climatizzazione e produzione di acqua calda debbano essere dotati di libretto di impianto, su cui appunto dovrà essere apposto il nostro bollino blu.

La verifica va fatta all'accensione della caldaia: dopo aver eseguito i dovuti controlli, soprattutto sui fumi di scarico, gli esperti del settore accreditati dal Comune provvedono alla compilazione del libretto della caldaia e rilasciano il bollino blu, che quindi costituisce una vera e propria certificazione di efficienza dell'impianto.

A seguire, il tecnico invia il suo rapporto di controllo all'ente locale (in genere il Comune). Dato che la normativa fa esplicito riferimento agli impianti termici con potenza superiore ai 5 Kw, si può dedurre che sono esclusi caminetti, impianti atti alla sola produzione di acqua e stufette.

Avrete pronta una domanda: quanto costa il controllo per il bollino blu 2015? Ebbene, la cifra è estremamente variabile a seconda dell'"appetito" del tecnico. Può andare mediamente dai 90 ai 300 euro, ovviamente a seconda dell'impianto. Attenzione, però: in alcuni Comuni sono previsti bonus fiscali che quindi abbassano il costo del controllo della caldaia. Ancora, visto che il bollino è obbligatorio, non mancano offerte per i controlli caldaia online: ognuno faccia la propria indagine di mercato.

I controlli di manutenzione sull'efficienza della caldaia si focalizzano sui fumi e non solo: anche sulla ventilazione del locale in cui la stessa è posizionata. La normativa vigente, in linea con le direttive europee sul rendimento energetico negli impianti termici autonomi, ha fissato la frequenza dei controlli tecnici ogni quattro anni per le caldaie a gas fra i 10 e 100 KW. Poi, come noto ai più, la periodicità può essere ridotta in caso di caldaia installate all'interno dell'abitazione, per impianti molto vecchi oppure alimentate a combustibile solido o liquido, inclusi legna o pellet. Ci sono addirittura alcune Regioni che prevedono controlli annuali.

Attenzione a chi è in affitto: responsabile dell'impianto è colui che vive in casa, ossia in caso di locazione l'inquilino (e non il proprietario). Mentre per caldaie condominiali è responsabile l'amministratore dello stabile - benché anche il proprietario abbia interesse affinché il funzionamento della caldaia sia sicuro ed efficiente.

Stando ai racconti degli utenti in rete, a Roma si effettuano ogni anno dei controlli a campione sulle caldaie. Quindi, per evitare multe è bene sapere cosa fare per essere in regola e quale documentazione occorre preparare per i controlli.

Per la verifica bisogna assolutamente conservare: il certificato di conformità dell'impianto, il libretto dell'impianto, la ricevuta del bollino blu o del rinnovo. Ed ecco la chiccha: la multa per chi non è in regola con il bollino blu va dai 500 euro ai 3.000. Tutto chiaro?

 

FONTE: http://www.investireoggi.it

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