Mercoledì, 05 Ottobre 2016 20:03

contributi versati all'estero per maturare la pensione italiana

E' possibile, e con quali premesse, sfruttare i contributi previdenziali versati all'estero per maturare o integrare la pensione in Italia?

In questo articolo avevamo parlato di pensioni maturate all'estero e fruite - con le relative tasse - in Italia. Completiamo il quadro chiedendoci se è possibile utilizzare, per il raggiungimento dei requisiti contributivi in Italia, i versamenti per contribuzione previdenziale effettuati all’estero.

Facciamo un caso semplice e vicino: parliamo di uno Stato dell'Unione Europea. Ebbene, i periodi contributivi maturati in uno di questi Paesi possono essere sommati a quelli perfezionati in un altro Stato membro - come l'Italia - a patto che i periodi di contribuzione non siano sovrapposti e che nello Stato in cui si accreditano si siano maturati contributi superiori ad un anno: questa la regola per i Paesi membri dell'Europa per la totalizzazione dei contributi di attività svolte comunque nell'Unione, comprese Svizzera e Croazia.

Più in generale, il sistema della totalizzazione internazionale della contribuzione pensionistica permette quindi al lavoratore di accedere alla pensione di vecchiaia raggiungendo anche solo il requisito minimo dei 20 anni di contributi versati nella gestione italiana, anche avendo lavorato anche per lunghi periodi all’estero: i contributi validi per l'assegno pensionistico sono infatti calcolati includendo, oltre a quelli della gestione italiana, anche quelli maturati nella gestione estera. In dettaglio, per poter accedere al pensionamento bisogna considerare la somma di tutti i contributi esteri ed italiani ed il risultato deve totalizzare i requisiti contributivi necessari per la pensione di vecchiaia o per la pensione anticipata.

In realtà, l'assegno di pensionamento non è unico ma, a meno di accordi diretti tra i due, ogni Paese paga la sua parte: il trattamento pensionistico viene liquidato per i contributi versati in Italia dall'ente previdenziale italiano, mentre per quelli maturati all’estero dalla analoga gestione estera. Ed ovviamente ognuno secondo le proprie regole di computo dell'assegno sulla base dei contributi versati.

 

FONTE: https://www.investireoggi.it

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