Giovedì, 29 Novembre 2012 23:12

conti dormienti: cosa sono e come agire

Succede tipicamente con la scomparsa di un parente: un suo conto corrente viene dimenticato. Dopo anni, quando ci si accorge della sua esistenza, magari è troppo tardi per riscattare i soldi, e questi rimangono alla banca. Che fare allora per riscuotere quanto depositato nei conti "dormienti"?

I conti cosiddetti "dormienti" sono conti di depositi di denaro, come conti correnti o libretti di risparmio, o di strumenti finanziari in custodia di importo superiore a 100 euro, sui quali non viene eseguita nessuna operazione da 10 anni da parte del titolare stesso o da delegati aventi diritto - ad esempio gli eredi. Insomma, sono soldi lasciati a "dormire" inattivi in banca. Attenzione: l’inattività deve essere totale: basta infatti anche la richiesta di un estratto conto per "risvegliare" il conto e resettare il conto verso i 10 anni.

In precedenza, i soldi lasciati in questa situazione restavano alle banche, alimentando un vero e proprio tesoretto segreto. Poi, con la Legge Finanziaria 2006, tali somme andavano a confluire in un fondo istituito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze per il risarcimento delle vittime dei crack finanziari (ce ne sono tanti, purtroppo: Cirio, Parmalat, tango bond...).

Alla fine, dal 2010 arriva la CONSAP - società interamente partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze - e si occupa di gestire le domande di rimborso e offre assistenza ai titolari dei fondi dormienti o agli eredi in caso di depositi lasciati inattivi per almeno dieci anni.

E allora, che fare? Intanto conviene controllare la situazione: sul sito della CONSAP è possibile verificare l’esistenza a proprio nome di un conto dormiente. E quindi preparare la domanda di rimborso, da integrare con tutti i documenti richiesti, secondo i form scaricabili dal sito stesso. Poi si stampa il tutto, si firma e si spedisce tramite raccomandata AR all’indirizzo:

- CONSAP S.p.A. Rif. Rapporti Dormienti- V. Yser 14 – 00198 Roma.

Sembra facile, vero? Già invece lo scorso anno della questione dei conti dormienti si è occupata anche Striscia la Notizia, che ha esercitato pressione per far snellirsi delle pratiche in corso. Mentre le associazioni a tutela dei consumatori invitano i risparmiatori a risvegliare i conti dormienti.

Per finire, occorre fare attenzione ad alcuni aspetti. Come gli assegni circolari, che qualora non riscossi dopo 3 anni non possono essere rimborsati ai beneficiari. O i buoni fruttiferi postali, che se non vengono riscossi entro 10 anni anche qui non sono più rimborsabili. Ma anche i contratti di assicurazione sulla vita, il cui termine di prescrizione è - meno male - passato da 2 a 10 anni, non sono state ancora ufficializzate indicazioni specifiche per il rimborso dei capitali persi. Nei vecchi libretti potrebbero essere ritrovate anche vecchie banconote o monete in lire: queste dal 7 dicembre del 2011 non possono più essere cambiate.

 

FONTE: http://www.investireoggi.it

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