Mercoledì, 09 Novembre 2016 18:17

cognome della madre ai figli: ci siamo quasi

Dopo anni di tentativi anche da parte del Parlamento, finalmente l'apertura arriva dalla Corte Costituzionale. E' un primo ma fondamentale passo: non è obbligatorio per i figlio assumere il cognome del padre ma, secondo le volontà dei genitori, è anche possibile ereditare quello della madre.

Nulla osta per i figli ad ereditare il cognome della madre: finora i tentativi del Parlamento sono andati a vuoto, ma i parere favorevole è arrivato dalla Corte Costituzionale.

Si tratta di una battaglia legale durata anni, ed ora finalmente i giudici della Corte Costituzionale hanno accolto proprio ieri i dubbi sollevati dalla Corte di Appello di Genova: secondo la Consulta è illegittima la norma secondo cui è automatica l'attribuzione del cognome paterno al figlio legittimo, anche in presenza di una diversa volontà dei genitori. Di conseguenza, è incostituzionale impedire ai genitori di attribuire il doppio cognome al proprio figlio al momento della registrazione.

Non è però finita qui: occorre ancora attendere il deposito della sentenza da parte del relatore, il giudice Giuliano Amato, per capire i motivi della Corte a giustifica della decisione presa. E non era la prima volta che veniva sollevata un'istanza simile: già nel 2006 la Consulta aveva trattato un caso analogo ma contrario - si chiedeva di sostituire il cognome materno a quello paterno. Allora i giudici non criticarono l'attribuzione automatica del cognome del padre, di fatto un retaggio di una concezione patriarcale della famiglia, ma rimandarono la decisione in merito al legislatore. Nel fratttempo, ovviamente, non fu varata alcuna legge sul tema.

Poi, la Corte d'Appello di Genova riprovò a sollevare la questione nella confidenza che vi fossero nuovi presupposti per una pronuncia positiva della Consulta. Ed eccoci quindi al caso finalmente accolto positivamente: riguarda un bambino del 2012 con cittadinanza italo - brasiliana che, finora, si era visto attribuiti cognomi diversi nei due Stati.

Nel frattempo, ci attendiamo che il tutto diventi legge, ossia che passi al vaglio (positivo) del Parlamento. Lo sostiene Monica Cirinnà, in quota PD e componente della commissione Giustizia del Senato. La stessa senatrice sostiene che: "In commissione Giustizia stiamo lavorando su un testo, relatore Lo Giudice, che già recepisce questa indicazione della Consulta e sono certa che la si vorrà approvare in tempi brevissimi per dare nuova civiltà al nostro ordinamento".

Dello stesso avviso è anche la categoria forense, almeno per voce del presidente dell'associazione degli avvocati matrimonialisti Gian Ettore Gassani: "Finalmente l'Italia esce dal patriarcato. Ad oggi, non esisteva norma se non quella derivante dalla tradizione culturale di dare il cognome paterno ai figli. Ora sta al legislatore intervenire". 

 

FONTE: http://www.lastampa.it/

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