Mercoledì, 04 Novembre 2015 13:00

cervelli in fuga: ritorneranno in Patria?

Le notizie parlano chiaramente di un esodo vero l'estero di giovani in cerca di lavoro ma anche di pensionati in cerca di serenità. La domanda di oggi è: dobbiamo attenderci un loro rientro o è talmente conveniente la loro nuova destinazione che non dobbiamo aspettarci un contro esodo? Provate ad indovinare.

Diciamolo subito con un messaggio per gli italiani all'estero: restateci.

E non soltanto risulta poco conveniente tornare, ad esempio da un punto di vista economico (che poi è la principale motivazione per cui sono andati via), ma i cervelli in fuga che, spinti dalla nostalgia, si sono lasciati convincere a rientrare dietro la promessa di incentivi in fin dei conti sono stati beffati, o quantomeno le loro aspettative sono state in gran parte tradite.

Parliamo allora delle ultime decisioni del governo in merito alle agevolazioni per il rientro degli italiani all'estero, così tanto decantate dal premier Renzi come la panacea di tutti i crucci degli emigranti.

Ebbene l'esecutivo di Renzi, dopo aver prorogato per altri due anni gli sgravi fiscali del cosiddetto piano "controesodo" dell'allora premier Berlusconi, che altrimenti sarebbe già scaduto dal 31 dicembre 2015, ha deciso - a distanza di pochi mesi - di sostituirli con quelli che di fatto sembrano dei meri palliativi di importo assolutamente minore. Insomma, invece di cifre dell'ordine del 70-80% dello stipendio, le misure di Renzi parlano appena del 30%.

Addirittura, l'incentivo fino a quel momento previsto è stato cancellato dalla norma sulla internazionalizzazione delle imprese di settembre scorso e sostituito con una sorta di incentivo ma di importo decisamente meno generoso.

L'unico aspetto consolatorio è rappresentato dal superamento del limite di età, precedentemente fissato al compimento dei 40 anni, che oggi invece apre le porte degli sgravi fiscali, ancorché minimali, anche ai nati prima del 1 gennaio 1969.

E poi c'è la questione lavoro: chi torna, e parliamo dei giovani, evidentemente si aspetta di trovare un lavoro decoroso in Patria, altrimenti perché dovrebbe rientrare? E qui "casca l'asino": il piano contenuto nella legge di stabilità 2016, che nelle intenzioni (o piuttosto gli slogan sbandierati) doveva essere uno stimolo per il rientro degli italiani all'estero, si è ridotto al bando di un concorso per l'assunzione di 500 docenti universitari. E beninteso: non tutti i candidabili sono cervelli italiani in fuga. Pensate, lo ha chiarito lo stesso Renzi nello spiegare i requisiti per la domanda.

 

FONTE: http://www.investireoggi.it

Letto 566 volte