Martedì, 25 Aprile 2017 12:00

cartelle esattoriali nulle se interesse non esplicito

La cartella esattoriale divengono per legge nulle - e così diventa l'obbligo a pagare quanto in esse riportato - se non viene esplicitamente evidenziato il tasso di interesse applicato, in modo da quantificare la cifra da pagare da parte del contribuente. Stavolta è la Cassazione a ribadire il concetto.

Avevamo già affrontato l'argomento in questo articolo. Ritorniamoci sopra.

La Corte di Cassazione ritorna, con tutta la sua autorevolezza, ad occuparsi della cartelle di pagamento ingiunte - è il caso in esame - senza che sia esplicita la spiegazione delle regole adottate per il calcolo degli interessi da parte dell'agenzia deputata alla riscossione - EQUITALIA e non solo.

In soldoni, è il caso di dirlo, gli elementi di computo degli interessi devono essere messi in chiaro su tutte le cartelle esattoriali, elemento obbligatorio per consentire il pieno controllo e visibilità del debito verso il contribuente, che quindi può eventualmente procedere in propria difesa.

Dunque, la sentenza recentemente emessa - parliamo della n. 24933/2016, in ALLEGATO - ha affermato che non è possibile procedere al pagamento della somma ingiunta - tradotto, è nulla tale richiesta da parte del riscossore - se non sono spiegati in dettaglio i tassi di interesse applicati e il periodo di tempo utilizzato per il calcolo.

E quindi, laddove la cartella di pagamento non indichi i tassi e i giorni utilizzati questa è da ritenersi nulla: il riscossore dovrà procedere ad un'ingiunzione di pagamento ex novo. Beninteso: in caso la nuova comunicazione veda trascorsi i termini di tempo per la notizia verso il debitore, il riscosssore non potrà ritenere l'utente avvisato con la 'prima' cartella esattoriale - quella monca dei termini di calcolo delgi interessi - proprio perché è da ritenersi nulla e da rifare da zero.

Ribadiamolo in dettaglio, la cartella esattoriale per ritenersi valida deve essere preceduta da un avviso di accertamento, e deve essere motivata in modo corretto con, tra gli altri elementi, il saggio di interesse adottato, il capitale originariamente a debito ed il periodo su cui il saggio di interesse è utilizzato. Nel caso non contenga tali elementi, o li contenga solo parzialmente, può essere impugnata entro 60 giorni davanti al giudice, che diventano 30 giorni per le contravvenzioni stradali e 40 giorni per i contributi previdenziali INPS e INAIL.

Scendiamo in maggior dettaglio: gli interessi della cartella di pagamento si quantificano secondo tre distinti importi:

- il capitale, discendente dal tributo o dalla sanzione su cui sono già stati calcolati gli interessi maturati

- gli interessi, che maturano dopo l’iscrizione a ruolo e che vengono indicati in un’altra voce della cartella, senza però indicare l'eventuale aggio

- l'aggio, ossia gli oneri di riscossione che spettano all’agente deputato alla riscossione, a compenso dell’attività svolta.

 

FONTE: https://www.investireoggi.it/

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