Mercoledì, 10 Giugno 2015 14:00

cartelle EQUITALIA: nulle se non è chiaro il tasso di mora applicato

La tematica è stata già affrontata: alcune cartelle di EQUITALIA, notificate tra il 2009 ed il 2011, per evidenti vizi di forma possono essere annullate, a beneficio del contribuente che quindi proprio per questo evita di pagarle. Vediamo i casi nello specifico.

Parliamo di cartelle di EQUITALIA decisamente vecchie, magari anche con importi consistenti. Ebbene, in mezzo a quelle notificate tra il 2009 e il 2011, secondo l'analisi di FedercontribuentiI, molte potrebbero essere ritenute non valide, quindi nulle e da non pagare, in quanto nelle stesse non sono riportati con sufficiente chiarezza gli elementi di calcolo degli importi, in particolari gli interessi di mora.

E veniamo al punto: dato che gli interessi di mora si applicano in base al tasso calcolato annualmente dal ministero delle finanze, e giacché nel periodo di tempo compreso tra il 2009 e il 2011 non è stato fissati alcun tasso da parte del ministero, viene da chiedersi quali siano i tassi applicabili ed applicati delle cartelle di EQUITALIA in quel lasso di tempo.

L'agenzia di riscossione in tal caso è in difetto: in base alla sentenza 4516 del 2012 della Corte di Cassazione, l'indicazione del tasso di interesse applicato deve essere chiaramente ed esplicitamente espresso nelle cartelle esattoriali. Ovviamente, se così non è stato fatto, la relativa cartella è da ritenersi nulla e quindi da non pagare. E non è finita: un'altra sentenza sempre della Corte di Cassazione, la 7056 del 2014, enfatizza come nella cartella esattoriale debba essere specificatamente chiarito l criterio di calcolo degli interessi applicati.

Riassumendo, va specificato sia il tasso applicato che il razionale dietro al calcolo dell'importo richiesto. In mancanza di entrambi gli elementi, la cartella di EQUITALIA perde di ogni valore.

In conclusione, stando all'analisi di Federcontribuenti, gli elementi di cui sopra, laddove carenti o assenti, danno al contribuente la possibilità di impugnare la sanzione facendo leva proprio proprio sulla mancanza di chiarezza dell'esattore - diritto imprescindibile del contribuente, senza il quale egli non può verificare se siano stati applicati o meno i giusti criteri di calcolo.

 

FONTE: http://www.investireoggi.it

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