Martedì, 04 Aprile 2017 19:39

cartella esattoriale notificata da un soggetto non abilitato

Ci domandiamo cosa succede quando avviene la notifica di una cartella di pagamento per mano di un operatore non abilitato, ad esempio un operatore postale privato. Ossia, è legittima oppure no? E quindi, il contribuente è tenuto al pagamento oppure tal atto deve essere ritenuto non valido e quindi, di fatto, come fosse nullo? Ancora, tale notifica blocca il termine di prescrizione oppure no?

Dopo aver discusso delle cartelle esattoriali 'natalizie' in questo articolo, proviamo a dar esito alle suddette domande.

Le quali, di per sé assolutamente legittime, trovano risposta in una apposita sentenza della Corte di Cassazione, oltretutto abbastanza recente: la numero 7156 del 12 aprile 2016.

La sentenza non lascia adito a dubbi: se la notifica in questione avviene per mano di un soggetto privato non abilitato, tale atto è da considerarsi regolare e quindi valido soltanto se la busta o il plico contenente la cartella esattoriale è stato notificato attraverso Poste Italiane. Insomma, facciamocene una ragione: la notifica eseguita per il tramite delle Poste Italiane è assolutamente regolare - a tracciare la correttezza dell'atto sono proprio gli estremi che provano la modalità della spedizione.

Diversamente, qualora la notifica venga gestita per intero da un soggetto privato (diverso quindi da Poste Italiane - che so, un corriere privato) l’inesistenza della prevista notificazione potrebbe diventare motivo di contestazione e quindi dare adito ad un’opposizione degli atti esecutivi.

Attenzione però: l’atto da impugnare non è quello viziato e notificato dal soggetto non abilitato, ma quello successivo regolarmente notificato. Riflettiamo: se si impugnasse l’atto viziato - notificato da corriere non idoneo - chiunque giudicasse la questione avrebbe per assurdo l'evidenza che il destinatario della notifica sia stato, in qualche modo, raggiunto e quindi l'atto sanzionatorio sarebbe di fatto arrivato a destino: con l’impugnazione si sarebbe infatti sanato il vizio, proprio perché lo scopo di notifica è stato, pur in modo non regolare, raggiunto e perciò non sarebbe stato prodotto alcun danno al contribuente che, proprio nell'impugnare l'atto, ha dimostrato che il vizio di notifica non gli ha comportato alcun danno sul suo legittimo diritto di difesa.

Il concetto va quindi tenuto bene a mente: l’atto notificato tramite operatore postale privato - diciamo, non abilitato - non è una cartella di pagamento; invece, se l’ente di riscossione ha notificato al contribuente altri atti relativi a quella stessa cartella tramite Poste Italiane la validità della notifica sarebbe assolutamente legale.

 

FONTE: https://www.investireoggi.it

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