Venerdì, 06 Maggio 2016 12:00

canone RAI: ultimi giorni per chiederne l'esenzione

Il 16 maggio prossimo è la scadenza per esprimere la dichiarazione, nei casi previsti, di esonero dal pagamento del canone RAI. Facciamo il punto di cosa succede a chi paga e a chi dichiara di non dover pagare.

Abbiamo ancora 10 giorni di tempo per inviare la dichiarazione sostitutiva che consente di ottenere l'esenzione dal pagamento del canone di abbonamento alla tv di Stato. Si potrà così evitare l'addebito del canone RAI operato direttamente dalle imprese elettriche, a partire dal mese di luglio 2016, qualora abbiano i requisiti previsti dalla legge.

Poi, per chi non riuscisse ad inviare la richiesta di esenzione entro il 16 maggio, la stessa potrà essere inviata entro il 30 giugno, ottenendo però l'esenzione solo per il secondo trimestre 2016. Oltre ancora, e comunque entro il 31 gennaio, si otterrà l'esenzione per il 2017, come poi succederà per ogni anno.

Caso particolare, i pensionati con reddito sotto i 18.000 euro annui. Il pagamento avverrà tramite addebito direttamente sul cedolino pensione - e non sulla bolletta elettrica - evitando evidentemente il rischio di doppio pagamento. Non è però automatico: per ottenerlo, occorre compilare un apposito modulo e inviarlo entro il 15 novembre precedente l'anno per cui è chiesta l'esenzione. Ancora per gli anziani: quelli in casa di riposo dovranno mandare il modulo di esenzione laddove fossero ancora intestatari di un contratto per l'utenza elettrica.

E poi, come se non bastasse: attenzione alle truffe, arrivano anche le finte email di richiesta di pagamento.

All'apparenza, l'email sembra vera e mandata dalla RAI. In realtà, è una truffa come quelle già tentate con nomi come TIM, ENEL o Agenzia delle Entrate. Per accorgersene, basta controllare il contenuto della comunicazione: vedrete che in un punto dice che il canone RAI "si paga una sola volta a famiglia anagrafica".

Mentre chi è ben informato sa che, secondo la nuova normativa, non si paga una volta l’anno ma in 10 rate assorbite nelle varie bolletta elettrica durante l'anno, e si paga anche per chi risiede nella stessa abitazione se facente parte di due distinte famiglie anagrafiche. E poi, attenzione ai link contenuti nell'email: portano ad attivare un virus che blocca l'utilizzo di tutti i documenti all'interno del proprio computer. E per sbloccarlo occorre pagare chi ha prodotto il virus.

Ricordiamo anche che ormai la pratica del suggellamento del televisore non esiste più, quindi chi in precedenza aveva ottenuto l'esonero avalendosi di tale espediente dovrà procedere con la richiesta suddetta, a patto ovviamente di averne diritto - ovvero, di nonn avere davvero un televisore in casa.

Per tutti gli altri, invece, si paga a partire da luglio: 60 o 70 euro, a seconda del gestore di energia elettrica che funge da esattore. Poi, con le ultime due bollette del 2016, si va a conguaglio per arrivare ai 100 euro previsti per quest'anno. Ossia, le ultime due bollette conterranno la rata del canone per 15 o 20 euro ciascuna.

E chi attiva una nuova utenza di energia elettrica entro l'anno? Nel caso di attivazione a fine 2016 -  comunque entro novembre - pagherà nella prima bolletta del 2017 120 euro, ossia una somma che copre il canone per il 2016 e la prima rata del nuovo anno. Insomma, non si scappa. Addirittura, nel caso di vedove con un'utenza elettrica ancora intestata al marito defunto, la voltura del contratto avviene d'ufficio, e quindi automaticamente al costo di 25 euro.

Nel caso di utenti con difficoltà economiche, cioè che non effettuano il pagamento completo della bolletta (comprensiva del canone RAI), l'Agenzia delle Entrate chiarisce che la priorità del pagamento va alla fornitura elettrica - evidentemente per evitare il distacco della corrente verso l'utente - e quindi il pagamento del canone RAI rimane evaso. Ma non si scappa neanche in questo caso: all’utente verrano addebitati, al momento opportuno, oltre alla quota del canone anche sanzioni e interessi.

Ovviamente, nessuna sanzione o interesse per ritardo di pagamento se è il gestore elettrico che ritarda la richiesta di pagamento, come pure se richiede un pagamento minore o maggiore (in quest'ultimo caso, nella prima fattura utile o al massimo entro 45 giorni gli importi versati in eccesso saranno rimborsati)

Ma parliamo dei furbetti: che succede se si dichiara il falso, ossia se si dichiara di non possedere un televisore mentre la verità accertata è diversa? Le conseguenze sono pesanti: è prevista una condanna con il carcere per un periodo da 8 mesi a 4 anni. Il crimine, come prevede la Legge di Stabilità - che rimanda al dpr n.445 del 2000 - è di "falsità materiale commessa dal privato". Per lo meno però, non sono previsti controlli e sanzioni per gli anni precedenti. Lo ha smentito il viceministro all’Economia, Enrico Zanetti, rispondendo in commissione finanze della Camera a un’interrogazione di SEL per voce di Giovanni Paglia. Si procederà infatti solo con i recuperi già intrapresi.

E veniamo ai dubbi dei consumatori.

Punto uno, il canone è addebitato in automatico dove c’è la residenza anagrafica del contribuente che ha un contratto di energia elettrica, ed è valido per tutti i residenti. Lo Stato, quindi , presume la detenzione di un televisore per ogni abitazione di residenza. E tale presunzione, come detto, va nei casi diversi superata presentando regolare autocertificazione - che non ha validità eterna ma solo per l'anno fiscale in corso. L'obbligo di pagamento, come detto un po' dappertutto, non fa riferimento al possesso di smartphone, tablet e PC.

Punto due, il canone si paga solo sulla prima casa e una sola volta nella famiglia, a condizione che i coniugi e/o i figli siano tutti residenti nello stesso immobile. Nel caso invece di coppia di coniugi con residenze in due immobili diversi, su entrambi gli immobili la società elettrica addebita nella bolletta il canone. Ossia, si paga due volte. E lo stesso vale per i figli: se questi ultimi cambiano residenza rispetto a quella dei genitori, devono pagare il canone nell'immobile anche se in locazione o in comodato.

Punto tre, non sono previste sanatorie per gli arretrati: vanno in prescrizione solo a distanza di 10 anni. L’esenzione invece è prevista per gli over 75 con un reddito inferiore a 8.000 euro annui.

Punto quattro, gli uffici, gli studi e gli esercizi commerciali pagano - qualora abbiano un televisore - tramite il bollettino postale e non in bolletta.

 

FONTE: http://www.consumatrici.it

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