Sabato, 04 Agosto 2012 17:24

canone RAI: obbligatorio o no?

Sulla rete si moltiplicano i siti di associazioni di cittadini che spiegano come evitare la tassa di possesso di un apparecchio televisivo, altrimenti detta "canone RAI". E' nata nel 1938, quando solo la RAI trasmetteva e non guadagnava (molto) dalla pubblicità. Oggi molto è cambiato, tranne la volontà dello Stato di riscuotere, a tutti i costi, la tassa. Anche quando se si utilizza il servizio RAI. Ecco come può il cittadino avere ragione ed evitare l'iniqua tassa. Non si tratta di risparmiare 100 euro all'anno. Si tratta di far valere i propri diritti.

Innanzitutto alcuni chiarimenti.

- la legge di riferimento è il Regio decreto legge 21 febbraio 1938, n.246 (Gazzetta Ufficiale del 5 aprile, n.78). Convertito in legge 4 giugno 1938, n.880, (Gazzetta Ufficiale del 5 luglio 1938, n.150).

- la tassa si paga per il possesso del televisore, quindi anche se non si vedono i canali RAI (ad esempio per mancata copertura). Anche se il televisore è usato come semplice monitor esterno o addirittura se è lasciato spento, come un soprammobile. E' la legge.

- la tassa è non è scorporabile: non si può pagare soltanto la tassa di concessione governativa (4,13 euro) e disdire il canone, cioè la parte che va alla RAI. si paga in solido per il solo possesso dell'apparecchio televisivo.

- si paga un solo canone per tutti gli apparecchi televisivi in proprio possesso ed in uso nelle case di proprietà. 

- se un abbonato RAI muore, la RAI continua a pretendere la tassa: gli eredi devono darne disdetta nei modi appena detti, allegando anche il certificato di morte.

Ecco come fare per non pagare l'ingiusto dazio.

- la prima possibilità è che ci si sbarazzi del televisore: lo si butta e si da disdetta del canone con raccomandata A/R, allegando il libretto di abbonamento ed una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà con firma autenticata nella quale si dichiara che l’apparecchio è stato gettato e non se ne possiedono altri. Oppure lo si cede (regalo o vendita) ad un altro: analogamente per la raccomandata A/R di disdetta allegando anche, in questo caso, una dichiarazione di ricevuta del nuovo proprietario ed con fotocopia del suo documento. Inutile dire che la RAI andrà a cercare i soldi da quest'ultimo...

- la seconda possibilità è il suggellamento dell'apparecchio, prevista proprio nella norma originaria del 1938 (anche una cartolina dell'abbonamento ne parla). Entro il 30 novembre si invia una raccomandata A/R in cui si chiede tale "pratica", si allega un vaglia di 5,17 euro intestato all'URAR e si allega il libretto. A seguire, dovrebbero recarsi presso il proprio domicilio i funzionari dell'ufficio tecnico erariale per chiudere il televisore entro un sacco di juta, apponendo (così prevedeva la norma del '38!) i regi bolli. Ovviamente non viene nessuno: il personale costa anche alla RAI. E qualcuno ci marcia: ha chiesto il suggellamento, nessuno è venuto e nel frattempo continua ad usare il televisore.

Ovviamente non finisce qui. Ecco lo scenario che potrebbe accadere.

- la RAI ci prova sempre: appena si cambia residenza, si compra casa, si acquista un pacchetto Sky o roba del genere spunta la lettera della RAI che invita a pagare ed intima pesanti sanzioni in caso di inadempimento. Basta esporre le proprie ragioni (se la RAI scrive con raccomandata A/R) o semplicemente cestinare la lettera (se non si firma alcuna ricevuta). La RAI dopo alcuni tentativi a vuoto chiude la pratica.

- la RAI non può mandare la Guardia di Finanza a casa per controllare, ma può minacciare di farlo: in ogni caso, per far entrare anche la GdF a casa propria serve un mandato di un Giudice, e certo questi non si scomoda per una pratica del genere.

- in caso la RAI inneschi un'azione civile per morosità ingiustamente (ad esempio se l'utente non ha alcun televisore o ne ha già chiesto il suggellamento) il Foro competente è quello di Torino, ove ha sede la Commissione Tributaria Provinciale di Torino, in altre parole l'URAR. E' anche previsto un trattamento "locale" della questione, in quanto la convenzione fra RAI e Ministero delle Finanze prevede l’obbligo per la RAI di aprire presso ogni sede regionale uno sportello dell’utente per conto dell’URAR. Gli addetti allo sportello sono autorizzati a conciliare le vertenze accettando anche dichiarazioni sostitutive di certificazione e di notorietà, ad esempio per attestare che non si possiede un televisore.

L'augurio di buona fortuna è d'obbligo.Per passare all'azione, vi segnalo il sito dell'Associttadini, che spiega passo passo cosa scrivere nelle suddette istanze.

 

FONTE: http://www.caparini.com/

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