Giovedì, 14 Aprile 2016 12:00

canone RAI: le ultime novità

Colpo di scena: a pochi giorni dalla scadenza entro cui chi non possiede un televisore deve dichiararlo per non pagare l'imposta non dovuta, arriva la bocciatura del Consiglio di Stato che, per legge, doveva esprimersi sull'atto prima della sua promulgazione. Finale: il decreto del ministero dello Sviluppo Economico che a suo tempo ha introdotto il canone in bolletta da luglio è da riscrivere. Anche se il governo nono la vee così pessimista.

I motivi della bocciatura sono elencati nel parere stesso del Consiglio: "non offre una definizione di cosa debba intendersi per apparecchio televisivo. non c’è nessun riferimento allo scambio dati tra vari enti coinvolti necessario per l’addebito in bolletta e il testo non è di facile comprensione". insomma, tutto da rifare. Peccato che lo Stato, e la tv pubblica in particolare, già contavano di ricavare almeno 500 milioni di euro, grazie all'azzeramento dell’evasione della tanto odiata tassa.

Avendo espresso il proprio parere negativo sul decreto ministeriale, di fatto i giudici amministrativi di secondo grado lo rispediscono al mittente chiedendo modifiche e accusando il ministero di non aver fornito adeguate informazioni agli utenti ed essersi espresso in modo poco chiaro, con un linguaggio troppo complesso e di difficile comprensione per i cittadini. Gli stessi che a luglio si ritroveranno in bolletta il canone senza aver capito, ad esempio, quanto devono versare se in casa ci sono più televisori e se hanno una tv che riceve i programmi in modo o attraverso il decoder. Tutti dubbi che il provvedimento, trasmesso dal ministero al Consiglio di Stato il 17 marzo, con più di un mese di ritardo sulla tabella di marcia, avrebbe certo dovuto chiarire.

Il Consiglio di Stato osserva anche problemi di privacy, data l’elevata mole di dati che si scambieranno gli enti coinvolti - anagrafe tributaria, autorità per l’energia elettrica, acquirente unico, ministero dell’Interno, Comuni e società private - il decreto ministeriale non esplicita alcuna disposizione regolamentare che assicuri il rispetto delle normativa sulla riservatezza. E quindi, non va bene per il Consiglio.

E poi, sull’autocertificazione da inviare all’Agenzia delle Entrate per chiedere l’esenzione del canone, come nel caso in cui non si abbia la tv a casa, secondo il Consiglio di Stato il decreto non prevede una campagna informativa adeguata per spiegare le modalità di questa procedura. E nel poco tempo a disposizione degli utenti per avviare la pratica di esonero, dal 4 aprile al 30 aprile o fino al 30 maggio rivolgendosi a un CAF. Comunque, da giorni il sottosegretario allo Sviluppo Economico Antonello Giacomelli, aveva annunciato che era pronto uno slittamento della scadenza.

Il parere conclude sottolineando che il ministero dell’Economia non ha neanche dato un formale via libera al decreto del ministero dello Sviluppo economico, ma si è limitato ad una "presa d’atto" che, senza alcuna concertazione, rischia di mettere in dubbio la stessa correttezza formale della decisione.

Pensate cosa potranno dire le associazioni dei consumatori. Ad esempio, secondo l’Unione Nazionale Consumatori i giudici di Palazzo Spada hanno "confermato pienamente i tanti dubbi espressi negli ultimi mesi sulla legittimità del canone RAI in bolletta, la cui scadenza della prima rata va ora rinviata al mese di ottobre". Mentre, a parere di ADUSBEF e FEDERCONSUMATORI, è stata finalmente bocciata un'idea assurda partorita da un governo apprendista stregone - che vuole continuare a stangare - i cittadini per mancanza di un qualsiasi richiamo ad una definizione di cosa debba intendersi per apparecchio televisivo. Anche CODACONS ci va pesante: "l’unica cosa certa in mezzo ai tanti dubbi e alla totale mancanza di informazioni per i cittadini, è che sul canone RAI in bolletta regna il caos più totale. Motivo per cui il governo farebbe bene a rinunciare del tutto al provvedimento".

Giacomelli ovviamente difende l'operato del governo: "quella del Consiglio di Stato non è affatto una bocciatura, ma un utile suggerimento di integrazioni e chiarimenti peraltro assolutamente nella prassi dei pareri del Consiglio stesso. Già in aula alla Camera il 6 aprile scorso avevo annunciato l’intenzione del governo di procedere a una più esplicita e meno tecnica definizione di apparecchio televisivo, a una capillare campagna di comunicazione e a una proroga al 15 maggio dei termini per la comunicazione all’Agenzia delle Entrate delle dichiarazioni di esenzione. Quanto al ‘mancato concerto’ del ministero dell’Economia, si tratta solo della segnalazione che per il MEF ha firmato il capo dell’ufficio legislativo e non il capo di gabinetto. Anche sulla privacy, questione delicata e importante, il testo è all’attenzione del Garante”.

Insomma, secondo il governo i commenti espressi dal Consiglio di Stato sono giusti, costruttivi, scontati (perché ci avevano già pensato loro) e soprattutto positivi verso il decreto. Questo per rassicurare i cittadini: a luglio, al limite con proroga, lo Stato comunque proverà a riscuotere. Vedremo che succede.

 

FONTE: http://www.ilfattoquotidiano.it

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