Lunedì, 04 Gennaio 2016 14:27

canone rai: chi e come paga

Canone RAI in bolletta della luce. Vediamo in dettaglio come funziona e le nuove regole per (non) pagare il balzello.

Il canone RAI, il più odiato dei balzelli, ora si paga in bolletta. La novità sta preoccupando molto i cittadini che, di fronte alle novità introdotte su pagamenti, disdetta e autocertificazione, si si rivolgonon per quesiti all'Unione Nazionale dei Consumatori.

I dubbi e le preoccupazioni sono assoltamente fondati: almeno per il primo anno è prevedibile che, dovendo incrociare i dati dell'authority per l'energia con quello dell'anagrafe tributaria, del ministero dell'interno e dei Comuni, esca fuori qualche intoppo o errori su chi paga e chi non paga l'abbonamento.

Primo quesito, che accade se l'intestatario della bolletta elettrica è diverso dal contribuente che fino ad ora all'inerno del nucleo familiare ha pagato il canone RAI? Ovvero, c'è l'ipotesi che, se la moglie intestataria della bolletta si vede addebitare il canone in bolletta, il marito - che magari lo ha sempre pagato per entrambi, non pagandolo più viene considerato evasore. In questi casi i possibili errori potrebbero essere che alla moglie sia chiesto il pagamento del canone che ha già pagato il marito.

E quindi, che fare fino a luglio, quando il canone RAI verrà inserito nella bolletta dell'energia elettrica? Vediamo allora quali sono le novità introdotte in materia dalla legge di stabilità 2016 e, all'argomento, i consigli dispensati dall'Unione Nazionale dei Consumatori.

Cominciamo dal pagamento. Quest'anno avverrà mediante bolletta dell'energia elettrica - soltanto per chi possiede la TV. Fin qui, a parte la modalità di pagamento tutto resta uguale alla normativa previgente.

La novità è invece la presunzione di possesso dell'apparecchio televisivo: ovunque abbia un'utenza per la fornitura elettrica nella residenza anagrafica del contribuente si presume abbia anche un televisore. Se, pur avendo l'utenza per la fornitura di energia elettrica, non si ha alcun televisore, bisogna presentare un'autocertificazione all'Agenzia delle Entrate. Oltretutto, tale dichiarazione ha validità un anno.

Attenzione, l'autocertificazione richiesta per la non detenzione dell'apparecchio televisivo richiede la firma di un atto notorio - con tutto quello che ciò comporta in termini legali e penali. Inoltre, l'atto notorio non può autocertificare fatti che avverranno nel futuro ma solo eventi già avvenuti, quindi presentando l'autodichiarazione ad inizio anno non si può sapere con certezza se durante l’anno si verificherà o meno la detenzione di un apparecchio TV. In finale, l'atto notorio va sottoscritto a fine anno: l'UNC sconsiglia quindi di presentare una autodichiarazione anticipata, ad esempio al primo gennaio, per non esporsi ad eventuali rischi di dichiarazioni false.

Continuiamo con la disdetta. Come in passato, la variazione di fruizione del servizio nel corso dell'anno va comunicata all'Agenzia delle Entrate - ad esempio per cambio di residenza o cessione a terzi degli apparecchi TV in possesso. A tal riguardo, come finora avvenuto, va comunicato all'Agenzia delle Entrate l'indirizzo e generalità del nuovo possessore dell'apparecchio TV, precisando, se già lo paga, il numero di abbonamento del nuovo possessore. 

Se poi l'apparecchio è stato rottamato in una discarica, è bene allegare sempre la ricevuta di rottamazione o, in caso di furto, la relativa denuncia. Infine, in caso di morte del titolare se gli eredi sono già abbonati devono richiedere l'annullamento dell'abbonamento intestato al defunto, comunicando al tempo stesso luogo e data del decesso. Neanche con la morte si sfugge, insomma.

Ancora, tra le altre novità portate dalla legge di stabilità c’è lo stop alle richieste di suggellamento dei televisori - tale pratica, anche se non frequente, è ora abolita. E' cambiato anche il limite di reddito per l'esenzione a favore degli ultra 75enni, ora elevato a 8.000 euro annui.

Per quel che riguarda, poi, le seconde case, non vi sono novità di rilievo: in tali casi non sussiste l'obbligo del pagamento del canone RAI poichè l’imposta è dovuta soltanto una volta per nucleo familiare e soltanto per la residenza principale, ovvero per l'abitazione dove il nucleo familiare dimora abitualmente.

Sicuramente con tutte queste causole, vi sarete arresi all'evidenza che bisogna pagarlo. Quindi, parliamo di importi. Come noto, l'importo del canone RAI è stato ridotto da 113,50 a 100 euro. Anche qui, secondo UNC l'importo appare ancora troppo elevato: per mantenere il gettito invariato l'importo avrebbe dovuto essere di 77 euro, al massimo di 83 euro se l'evasione residua fosse pari al 7%.

Finiamo con le scadenze. Solo per il 2016 non vi è una scadenza analoga agli anni passati - era il 31 gennaio - proprio perché l'addebito avverrà per il pagamento delle prime rate nella bolletta dell'energia elettrica successiva al 1 luglio 2016, comprendendo ovviamente le rate scadute fino a tale data.

Si ricorda, per concludere, che non per tutti il canone RAI arriva in bolletta nel mese di luglio: le novità riguardano soltanto gli abbonamenti ordinari.

 

FONTE: http://www.investireoggi.it

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