Venerdì, 18 Marzo 2016 12:00

cambio euro - dollaro: le previsioni

Il cambio dell'euro sul dollaro americano è in ripresa, +2,5% dal 9 marzo scorso. Ora, dopo gli annunci della BCE, vediamo cosa possiamo prevedere.

All'ultimo board della Banca Centrale Europea, il governatore Mario Draghi ha annunciato l'avvio di nuovi stimoli monetari nell’Eurozona. Ebbene, da allora il cambio euro - dollaro si è irrobustito di oltre il 2,5%. Inizialmente abbiamo visto un indebolimento dell'euro, è vero, ma subito dopo si è notata una netta risalita, oltretutto accelerata dal recente comunicato della Federal Reserve che non ha alzato i tassi USA e sottolineato i rischi incombenti sull’economia americana.

Ecco quindi come l'euro oggi vale oltre 1,13 dollari americani, dopo che la BCE ha rinnovato l’impegno a tagliare ulteriormente i tassi e a potenziare gli stimoli necessari. Ma perché il dollaro si è indebolito?

Da inizio marzo, la moneta unica ha guadagnato contro il dollaro quasi il 4%, e viene da chiedersi se proseguirà tale tendenza o subirà un’inversione di marcia. Perché la ragione dell’indebolimento del dollaro, del 2% negli ultimi due giorni contro le principali valute del mondo, si deduce che sia dovuta alla conferma di una stretta USA meno veloce del passato. Con il governatore Janet Yellen troppo concentrata sui "rischi globali" - il che ci fa capire che sarà molto prudente nell’incedere con il ciclo restrittivo, e non avrà troppa voglia di rafforzare il biglietto verde oltre il dovuto.

E quindi, la FED è oggi l’unica grande banca centrale che palesa una politica monetaria più restrittiva nei prossimi mesi, mentre le altre, come la BCE e con l'unica parziale eccezione della Bank of England, si sbracciano a mostrarsi quanto più accomodanti possibili. Anche perché, nella realtà sappiamo che la stretta americana sarà decisamente graduale, ma è verosimile ipotizzare che, appena la Yellen annuncerà il prossimo rialzo dei tassi, il cambio euro-dollaro subirà una qualche pressione al ribasso, causa l'irrobustimento prevedibile degli acquisti sugli assets denominati nella divisa USA.

Evidentemente, a segnare l’una o l’altra direzione nelle prossime settimane sarà la propensione al rischio del mercato: con le buone notizie sul fronte dell’economia globale e col diradarsi delle nubi sulla crescita, la moneta unica dovrebbe rafforzarsi, così come le altre divise, nei confronti del dollaro. Invece, le cattive notizie peseranno negativamente sull’euro: in tempi poco certi, gli investitori si stringono ai beni rifugio - oro e assets in dollari - mentre Draghi presumibilmente giocherà le sue ultime carte sul fronte delle misure di politica monetaria.

Un quadro globale negativo potrebbe addirittura sospendere a lungo la stretta appena iniziata negli USA, ma difficilmente la FED si rimangerà la parola tornando ad azzerare i tassi. CIoè, essa avrebbe un limite al ribasso, che altre banche centrali al momento hanno in minor misura. In finale, si può prevedere un cambio euro - dollaro più debole, mentre nel caso di un clima di maggiore ottimismo il rafforzamento dell’euro dovrebbe superare la tendenza dello stesso biglietto verde ad apprezzarsi.

 

FONTE: http://www.investireoggi.it

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