Giovedì, 04 Febbraio 2016 12:00

cambio EUR-USD ai massimi: che succede?

Il cambio tra l'euro ed i dollaro statunitense è salito ai massimi da oltre 100 giorni. Nel frattempo, diminuiscono i rendimenti sovrani di USA e Germania. Accanto, l'oro sale oltre la raggardevole quota di 1.150 dollari l'oncia. Cosa ci dobbiamo aspettare da tutto ciò?

Il cambio euro - dollaro s’impenna sempre più, arrivando ormai quasi a toccare il valore di 1,12 (oggi esattamente ha toccato 1,1199). Per confronto, sono i livelli più alti dalla terza settimana di ottobre del 2015. Tradotto, ha guadagnato quasi il 3% dall’inizio del nuovo ’anno. Mentre su base annua rimane ancora in calo, anche se ormai solamente del 2%, con le quotazioni del Brent oggi più basse di un terzo rispetto ad un anno fa.

Tutto ciò ha stimolato l'intervento del governatore della BCE, Mario Draghi, che pare abbia sbottato incolpando un presunto "complotto di forze mondiali" della persistente bassa inflazione. Sarà forse frustrato e nervoso per il mancato raggiungimento del target d’inflazione nell’Eurozona?

Dando uno sguardo al futuro più prossimo, è verosimile che nei prossimi mesi l'unione monetaria scivoli in una specie di nuova deflazione, al limite contrastata da una piuttosto improbabile ripresa per il rialzo dei prezzi energetici. Chi lo sa: di certo, il rafforzamento dell’euro non giova all’obiettivo di crescita, al contrario allontana la prospettiva di aumento dei prezzi nell’area. E nel mentre, oggi il dollaro cede ben tre quarti di punto percentuale contro le principali valute del pianeta, quindi segnando un calo dell’1% dall’inizio dell’anno e del 2,6% in appena 5 sedute, benché restando più forte del 3,9% su base annua.

Nel frattempo, i rendimenti dei Treasuries a 10 anni stanno scendendo all’1,88%, in altre parole ai livelli più bassi da marzo 2015, ovvero marcando un calo di 39 punti base dall’inizio dell’anno. Stesso comportamento lo mostrano gli andamenti dei decennali tedeschi, i cui rendimenti scendono a non troppa distanza dei minimi storici segnati nell’aprile dello scorso anno, attestandosi allo 0,31%.

Guardando nell'insieme a tutte queste cifre e numeri, cosa ci dicono? Semplice: che il dollaro perde quota, che l’euro si rafforza e che sia i titoli di stato americani che quelli tedeschi guadagnano terreno. Ma non è tutto: questo andamento generale potrebbe essere sintomatico di due distinti fattori.

Il primo: il mercato starebbe sminuendo le proprie aspettative sui prossimi rialzi dei tassi USA, in quanto la marcata correzione in corso da parte delle borse mondiali lo indurrebbe a prevedere che la stretta monetaria americana possa essere ancora più lenta di quanto lasciato intendere ad oggi dalla Federal Reserve. E quindi, vendere dollari per acquistare euro potrebbe essere l'affare di questi giorni.

Il secondo fattore potrebbe poi essere rappresentato da una corsa ai titoli più sicuri, come i bond di USA e Germania, che guarda caso vedono tracollare i loro rendimenti. Questa tesi è sostenuta anche dalle evidenze: l’impennata delle quotazioni dell’oro, che si portano a 1.154 dollari l’oncia, cioé ai massimi da quasi 3 mesi e mezzo e in rialzo di 93 dollari dall’inizio dell’anno (+5,9%).

Ancora uno spunto di riflessione: il metallo prezioso risente positivamente dell’indebolimento del dollaro, questo è certo. E ciò spiega solo parzialmente il suo trend, infatti dal primo 1 gennaio ad oggi, il dollaro ha ceduto in media contro le altre valute appena un sesto di quanto non abbia guadagnato l’oro. In pratica, sono le tensioni sui mercati finanziari a pompare il prezzo e, in particolare, a spingere sul timore di un rallentamento dell’economia cinese.

 

FONTE: http://www.investireoggi.it

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