Giovedì, 21 Luglio 2016 17:38

CALL CENTER E TRUFFE - parte seconda: le telefonate

Seconda parte della guida che sbircia nell'oscuro mondo dei call center per le forniture di utenze domestiche. Che ad ogni ora della giornata ci chiamano per proporci offerte apparentemente vantaggiose ma, nella realtà, ci truffano. Impariamo a conoscerli e difenderci da loro.

 

LEGGI LA PRIMA PARTE DELLA GUIDA

 

Analizziamo una ad una le varie telefonate tipo. Ve lo assicuro, non esiste limite alla fantasia quindi l'elenco di seguito non è certo esastivo ma solo indicativo del livello di raggiro tentato e soprattutto dell'opinione che loro hanno dell'interlocutore che tentano di truffare.

"So che hanno riprogrammato il suo contatore e lei ha una tariffa bioraria, volevo dirle che nel suo caso sarebbe più conveniente aderire a questa offerta".
Su tre punti l'operatore vi sta ingannando. Primo, l'operatore non sa se abbiamo relamente la tariffa bioraria. E talvolta neppure noi lo sappiamo o ce lo ricordiamo. Secondo, che ne sa l'operatore di quanto paghiamo al momento? Terzo, dice che il contatore è stato riprogrammato, ma tale operazione, svolta da centrale o dal personale incaricato tramite la porta infrarossi del terminale, avviene su richiesta firmata del cliente e a seguito di sue esigenze (es. il cambio di potenza disponibile).

"La chiamo per verificare l'ultima bolletta che le è arrivata, vediamo se ha pagato troppo e se i consumi sono corretti. Mi servirebbe il codice POD/PDR e il suo codice fiscale per verificare". Analogamente, possono chiederci nome, cognome, data e luogo di nascita per arrivare al medesimo scopo.
Primo, nessuna azienda vi chiama per capire se state pagando troppo: non esistono aziende benefattrici, solo aziende che massimizzano il fatturato ad ogni modo. Secondo, i dati che ci chiedono non servono per verificare se paghiamo troppo, ma solo per stipulare un contratto con loro a nostra insaputa: con solo questi dati possono cambiare gestore o offerta attuale e, alla successiva bolletta, farci trovare l'amara sorpresa, lasciandoci solo la possibilità di denunciarli (ma sarebbe una battaglia tra noi Davide e loro Golia). Di fatto, se non paghiamo quanto loro ci chiedono con l'inganno ci tagliano subito la fornitura, altro che giustizia.

"La chiamo dal Servizio Elettrico della vostra zona".
L'unico servizio elettrico nazionale è ENEL Servizio Elettrico, oltretutto un azienda appartenente al mercato tutelato. Ebbene, il mercato tutelato deriva dall'ex monopolio ENEL: non aveva venditori allora e non ne ha neanche oggi, tanto meno quelli telefonici. Stiamo parlando con un altro gestore.

"La chiamo per informarla in merito alle nuove tariffe che entreranno in vigore a partire dal mese prossimo. Non so se è al corrente della situazione o se l'hanno chiamata le mie colleghe, comunque se mi da i suoi dati possiamo verificare subito".
Primo, le telefonate informative non esistono, perché non producono all'azienda alcun utile. Ci sono i siti web istituzionali per questo. Secondo, ovviamente vogliono carpire i nostri dati per farci sottoscrivere con l'inganno il solito contratto - truffa.

"La chiamo perché stiamo applicando una riduzione di prezzo nella sua zona, le hanno già applicato la riduzione? Nel dubbio, possiamo verificare ed applicarla noi insieme, in modo da ottenere subito il 30% di sconto sulla fornitura".
Primo, mai vista un'azienda che ci chiama per accertarsi che stiamo usufruendo di uno sconto: è nostro l'interesse accaparrarsi lo sconto, ammesso che ci sia. Secondo, per applicare una riduzione vera di prezzo occorre cambiare tipo di fornitura o gestore, ed è proprio questo che vogliono. Ovviamente senza regalarci alcuno sconto, semmai un aumento.

"Stiamo chiamando tutti quelli della sua zona perché si stanno lamentando molto del fatto che spendono tanto coi loro fornitori".
Ebbene, la gente non si lamenta certo di un gestore dicendolo ad un altro gestore - mediamente, il pensiero comune è che siano tutti eccessivamente costosi, un po' come il giudizio medio dei politici - ma semmai si rivolge a forze dell'ordine, tribunali o autorità di vigilanza. Il finale è sempre il solito: vogliono farvi sottoscrivere il contratto - truffa.

"La informo che per tutta la sua zona, a partire dal mese prossimo, la fornitura verrà fatta dal nostro gestore".
E' falso: nessuno ha l'esclusiva nel mercato energetico, né su territorio nazionale né su singole zone geografiche. Non ce l'ha ENEL o ENI, figuriamoci i gestori piccoli.

"Stiamo contattando tutti nella sua città".
Ma figuriamoci: diciamo pure che stanno provando a casaccio, in orari in cui chi risponde è spesso gente anziana o casalinghe.

"Chiamiamo da parte dell'azienda PINCOPALLA che è parte di ENI / ENEL. Ci fornisca il suo POD e PDR per avere una tariffa migliore".
Altra falsità: le società di vendita dell'Energia come ENI o ENEL non hanno alcuna sotto azienda. Sono gestori diversi, che quindi ci vogliono vendere il cambio di gestore.

"La avvisiamo che lei ha una bolletta non pagata, e dovrà pagare una multa di X euro. Ma può evitarla passando con noi, siamo l'unico fornitore che accetta un nuovo cliente anche se moroso".
Primo, la legge sulla privacy stabilisce che nessuno può sapere i fatti nostri tanto meno se abbiamo una insolvenza. E' il proprio gestore che ha interesse ad informarci se abbiamo pendenze o meno. Secondo, nessuna azienda accetta morosi o peggio ancora offre loro la redenzione: i morosi sono i clienti indesiderati, non hanno pagato il vecchio gestore e figuriamoci se cominceranno a pagare il nuovo. L'accusa di morosità è quindi fasulla.

Nella prossima parte di questa guida continueremo con l'analisi delle telefonate tipo, specialmente quelle che ci forniscono informazioni tecniche ed economiche fasulle al solo scopo di tentare di gabbarci.

 

LEGGI LA TERZA PARTE DELLA GUIDA

 

FONTE: https://alessandroziccardi.it

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