Domenica, 13 Aprile 2014 14:00

BTP 2020, da domani parte il collocamento

In arrivo, e molto pubblicizzati, i Buoni del Tesoro Poliennali nella loro nuovissima edizione. Vediamo vantaggi e svantaggi di questo nuovo tentativo dello Stato di tirar su contante fresco catturando l'attenzione dei piccoli risparmiatori.

Il prossimo lunedì, cioè domani 14 aprile, inizia con la sesta emissione del BTP nazionale, sull'onda del successo dei precedenti collocamenti.

Il titolo di Stato è ovviamente legato all'inflazione italiana. Rispetto alle precedenti emissioni, della durata di quattro anni, stavolta durerà ben sei anni, al fine di garantire al risparmiatore un rendimento maggiore considerato lo spread BTP-BUND, più tassi e rendimenti dei titoli di Stato, globalmente in forte calo.

E' chiaro come il Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF) voglia rendere attraente il nuovo strumento finanziario che altrimenti, con una scadenza più limitata, sarebbe un sicuro flop, anche considerato il continuo calo dell'inflazione in Italia, oggi sotto lo 0,4%. L'obiettivo è quindi da un lato di mantenere la certezza della piena allocazione ai risparmiatori individuali, che continuano a dimostrare interesse nei confronti del titolo, e dall'altro di consentire al MEF di perseguire in modo ancora più efficiente gli obiettivi di gestione del debito pubblico, attraverso la modulazione delle scadenze dei titoli per i prossimi anni.

In dettaglio, il BTP Italia codice ISIN IT0005012783 ha scadenza il 23 aprile 2020 (godimento il 24 aprile 2014) e tasso cedolare, cioè reale, annuo minimo garantito pari all'1,65%. Il tasso finale, invece, è fissato al termine del periodo di raccolta degli ordini e comunque non potrà essere inferiore a quello garantito.

L'emissione parte lunedì 14 aprile e si conclude mercoledì 16 aprile. La raccolta degli ordini avviene per via telematica sul circuito MOT della Borsa Italiana, con taglio minimo di 1.000 euro e multipli relativi. Il titolo è indicizzato all'inflazione italiana (indice FOI meno i tabacchi). E' prevista una cedola semestrale indicizzata il cui tasso verrà fissato al termine della raccolta ordini, il 17 aprile, che comunque non potrà essere inferiore al tasso cedolare reale (1,65%).

Nessuna commissione è prevista per chi sottoscrive il BTP Italia durante il periodo di offerta, mentre a chi lo porterà regolarmente a scadenza (senza venderlo prima) verrà riconosciuto un premio del 4 per mille sul capitale investito: è il bonus fedeltà. Il regime fiscale applicato sarà del 12,50%, come per tutti i titoli di Stato.

La domanda è: conviene o è meglio andare sui più "classici" conti deposito, tipo Conto Arancio ed affini?

Fermo restando che strumenti che garantiscono un interesse maggiore sono esposti a rischi maggiori - la solvibilità delle banche è sempre più a rischio di quella dello Stato - le alternative non sono moltissime. I conti deposito delle banche talvolta offrono interessi maggiori, ma vi sono spesso dei vincoli temporali da rispettare, ed il contraente non ha possibilità di ritirare il denaro, in caso di bisogno, prima della data di scadenza del vincolo.

Poi, c'è l'aspetto fiscale: in un contesto di rendimenti molto bassi, ha il suo peso. Mettiamo che il rendimento del BTP Italia 2020 sarà del 2% l'anno, su cui quindi il fisco erode il 12,50% delle cedole maturate, lo 0,02% dell'imponibile per imposte annuali di mantenimento del dossier titoli, e magari anche le banche vogliono la loro pur piccola parte. Insomma, non rimane molto all'investitore. Già si capisce come il premio fedeltà sia stato introdotto per compensare la tagliola fiscale.

I vantaggi, per pochi che siano viste le "briciole" di cui si parla, sono legati al prodotto di breve durata con le cedole indicizzate all'inflazione italiana - altri titoli di Stato pur indicizzati normalmente hanno durate medie superiori, fino a 30 anni. Inoltre, questo BTP è il primo ad essere sottoscrivibile attraverso i consueti servizi di home banking dai piccoli risparmiatori, bypassando l'intermediazione bancaria finora necessaria per accedere alle aste dei titoli di Stato.

E poi, al dilà del buono o scarso tasso reale di rendimento, c'è la garanzia offerta dallo Stato di vedere il proprio denaro protetto dall'erosione del valore d'acquisto introdotta dall'inflazione: per determinare il tasso di interesse nominale, al tasso di rendimento reale si somma il tasso di inflazione calcolato con l'andamento dell'indice FOI (senza i tabacchi). Infine, c'è un'ulteriore garanzia di protezione del valore nominale del capitale in caso di deflazione, ossia di decrescita del livello dei prezzi: in tale caso, infatti, il tasso base del 1,65% non verrebbe eroso. Ed il premio di fedeltà dello 0,4% per i fedelissimi, che mantengono il titolo fino alla scadenza del 23 aprile 2020.

Ma parliamo anche degli svantaggi. A cominciare dalla scadenza: il fisco si tiene i nostri soldi per 6 anni: magari potevano dare un premio fedeltà maggiore per incentivare di più i risparmiatori. Alla fine dei conti, questo BTP Italia a 6 anni è meglio di niente: per avere di più, un po' di rischio va assunto per andare ad investire in obbligazioni o fondi obbligazionari, che operano su mercati esteri e quindi potrebbero realisticamente garantire maggiori rendimenti.

 

FONTE: http://www.investireoggi.it

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